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Ossessione social, compulsione ad acquistare o a cercare informazioni online. Hai una dipendenza da internet?

L’ossessione per i social, la compulsione ad acquistare o a cercare informazioni online. Sono diverse le dipendenze che internet può causare.

tipi di dipendenza da internet

Presto o tardi, è probabile che internet vincerà la sua battaglia contro i mezzi di comunicazione tradizionali, fagocitandoli. Sta già accadendo. La notizia di un colpo di stato in una sperduta repubblica africana o quella di una strage nel cuore dell’Europa rimbalzano sul web già dopo qualche minuto e, a volte, in diretta. Con internet sei dentro la notizia. Le distanze sono annullate. Il tempo, anche. Gratis. Solo quando la notizia è ormai “fredda” arrivano i giornali. Nati vecchi, con il loro profumo di inchiostro ancora fresco. Non è un caso se la vendita della carta stampata registra un calo costante.

E la televisione potrebbe non avere un futuro molto diverso. Nessuna payperview, per quanto vasta sia la sua offerta di intrattenimento, può davvero stare al passo di internet. E, il servizio on demand, più che una carta vincente per tornare a competere sembra il vano, ultimo tentativo di imitare la flessibilità e l’interattività del web prima di scomparire. La guerra è iniziata anni fa, con il cavallo di Troia delle SmartTv.

6 motivi per cui la dipendenza da internet è simile a tutte le altre

Bere e consumare sostanze è un modo per allontanare emozioni e pensieri sgraditi. Ecco perché è così facile svilupparne dipendenza, anche se i benefici durano qualche ora o una serata al massimo e le conseguenze a lungo termine sono deleterie.

Differire la gratificazione non è una capacità innata. Quando c’è, è frutto di esercizio. Per nostra natura, al contrario, saremmo attirati dai piaceri immediati.

La dipendenza da internet ha 6 caratteristiche in comune con quella da sostanze.

assorbimento quanto tempo spendi a leggere la posta elettronica, guardare video, informarti, rispondere ai messaggi Whatsapp e controllare la bacheca su Facebook? Dipendenza significa, innanzitutto, ossessività e compulsività. Ce l’hai se, quando posti un commento o un selfie, non riesci a non pensare alle reazioni che susciteranno. O se il gesto di estrarre lo smartphone dalla tasca è per te ormai automatico e lo ripeti centinaia di volte al giorno.

tolleranza è uno dei principali sintomi delle dipendenze. Indica la perdita di risposta a una sostanza e il bisogno di assumerne dosi maggiori perché abbia effetto. Hai una dipendenza dal web se le ore trascorse a cercare informazioni, chattare con gli amici o guardare video, da semplice passatempo sono diventate attività che ti occupano buona parte del giorno, rendendoti difficile concentrarti su altro.

astinenza la parola “astinenza”, sebbene legata alla dipendenza, è ormai tanto nota da far parte del linguaggio comune. Dei “malati” di calcio si ironizza dicendo che vanno in astinenza se non possono guardare la partita della loro squadra del cuore. Sei dipendente dal web se diventi irritabile, scontroso o ansioso quando, per esempio a causa degli impegni di lavoro o di studio, sei costretto a stare lontano da smartphone e pc.

ricadute alcolisti e tossicodipendenti, spesso, fanno ripetuti tentativi di interrompere l’uso della sostanza. Ma in molti casi il loro successo è limitato ad alcune settimane o ai primi mesi. Dipendi da internet se anche tu hai cercato di “disintossicarti” senza, tuttavia, aver ottenuto risultati duraturi. Per esempio sospendendo o eliminando l’account di uno o più social network, lasciando lo smartphone spento o in modalità silenziosa.

effetti sull’umore oltre che dall’alcol, un bevitore patologico dipende dal modo in cui bere lo fa sentire. Più sicuro, tranquillo. Chattare o esprimere un pensiero in un post ricevendo commenti positivi può avere effetti simili, per esempio calmarti il senso di solitudine o di inadeguatezza. O magari, semplicemente, abbassarti l’ansia tenendoti occupato.

conseguenze psicosociali se hai una dipendenza dal web, il tuo partner potrebbe averti chiesto di ridurre la presenza online minacciando di lasciarti. Oppure, vivere su Facebook o in chat potrebbe averti portato a trascurare gli amici, lo studio o il lavoro. O, addirittura, averti impedito di creare relazioni intime fin dall’adolescenza, confinandoti a un isolamento di fatto.

Dipendenza da social e da relazioni virtuali… Quelle notifiche che proprio non riesci a ignorare

Il mobile web e gli smartphone hanno, senz’altro, spinto la diffusione di internet. Oggi siamo ovunque raggiungibili e sottoposti all’incessante bombardamento di immagini e parole. Come se il mondo fosse nel palmo delle nostre mani. Tanto che, ad alcuni, la vita di tutti i giorni appare ormai troppo povera di stimoli, lenta, noiosa, limitante.

La dipendenza da relazioni virtuali consiste nell’abitudine a instaurare esclusivamente, o quasi, relazioni online a scapito di quelle reali. Ed è forse la più comune dipendenza da internet, senza dubbio favorita dal successo dei social network, entrati a far parte della quotidianità della maggior parte di noi.

dipendenza selfie social
l’ossessione di esserci. un selfie ad auschwitz

Comunque, occorre distinguere chi dipende da relazioni virtuali da chi ne ha una da sesso virtuale. Per i primi, la fonte principale di gratificazione deriva dai social network. Queste persone utilizzano Facebook, Twitter e Instagram non per facilitare rapporti in carne e ossa, ma come mezzi di relazione in sé e per sé. Le loro comunicazioni avvengono solo attraverso messaggi, posti, tweet o video. Questi sono i “sintomi” della dipendenza da relazioni virtuali.

Non di rado, chi dipende dalle relazioni virtuali ha una qualche forma di ansia sociale. In un rapporto limitato a interazioni via web la paura del giudizio e dell’esclusione tipica dei fobici sociali è mitigata dal fatto che, fra sé e il resto del mondo, vi è la barriera invalicabile dello schermo. Così, il terrore del rifiuto è meno forte.

I social network, poi, stimolano il bisogno d’apprezzamento e lo quantificano. Puoi conoscere il numero di visualizzazioni che ottengono le tue storie su Instagram, di commenti dei tuoi video su YouTube e dei “like” ai post su Facebook. I social network rendono più semplice di quanto non sia, nella realtà, soddisfare il narcisistico bisogno di visibilità e riconoscimento. Una trappola, fatta di approvazione solo apparente, in cui però è facile cadere.

Net Compulsion. Quando il web diventa un immenso supermercato

L’internet delle origini si pagava al consumo. E il costo del collegamento, conteggiato al minuto e salatissimo, era un impedimento all’abuso del web. Con l’avvento della banda larga e degli abbonamenti mensili, però, tutto è cambiato. Oggi puoi collegarti ventiquattro ore su ventiquattro a poche decine di euro al mese.

Ciò nonostante, per alcuni il web rappresenta ancora una spesa notevole. Lo sa bene chi soffre di net compulsion, o compulsione della rete e passa il tempo nella giungla del trading, nei casinò online e sui siti di e-commerce spendendo, a volte, vere fortune.

La compravendita di azioni, la partecipazione ad aste, la ricerca di prodotti scontati sono azioni che richiedono pochi click. Vuoi sostituire il televisore? Hai una vasta scelta di negozi virtuali, ciascuno dei quali ti propone il suo vasto catalogo di prezzi e prodotti. Per pagare, poi, basta una carta di credito o un conto PayPal. Transazione semplice, elettronica, studiata per favorire la comodità d’uso e l’accesso al consumo.

Rovinarsi con azioni spericolate in borsa, indebitarsi con il gioco d’azzardo ed esagerare con lo shopping è sempre stato possibile, ben prima dell’avvento di internet. Ma poterlo fare seduti sul divano è una notevole semplificazione. Questi sono i “sintomi” della net compulsion.

In fondo la net compulsion è la versione web della dipendenza da gioco d’azzardo, di quella dal gioco in borsa e del Disturbo da Accumulo, un sottotipo di Disturbo Ossessivo Compulsivo caratterizzato dal bisogno di acquistare beni e dall’incapacità di disfarsene, a prescindere dalla loro utilità. Non è raro nemmeno che la perdita di controllo sugli impulsi, tipica di chi soffre di net compulsion, sia dovuta a episodi ipomaniacali o maniacali, quando non al Disturbo Bipolare.

Dipendenza da news e informazioni. Dentro la trappola della rete, all’ossessiva ricerca del sapere

Mentre stai leggendo queste righe, sul web vengono immessi gigabyte di dati. Parole, immagini, video. Sei curioso dell’ultimo modello di iPhone? Troverai decine di blog che lo hanno recensito. Vuoi imparare a truccarti come la popstar del momento? Su YouTube c’è di sicuro il videotutorial perfetto. La Seconda Guerra Mondiale ti appassiona? Prova Wikipedia o cerca sui siti dedicati. Puoi limitarti alle date e agli avvenimenti principali o scendere in profondità, fino a scoprire le abitudini alimentari dei pastori tedeschi di Adolf Hitler.

Il web è un immenso ipertesto, uno spazio virtuale in cui le pagine sono interconnesse. E si avvale dell’apporto di centinaia di milioni di utenti, le quali ogni giorno aggiungono nuovi spunti, opinioni ed esperienze.

Perdersi in un oceano tanto vasto e privo di punti di riferimento è facile. Ed è ciò che capita a coloro che soffrono della compulsione a tenersi aggiornati, la dipendenza da sovraccarico di informazioni. Questi sono i “sintomi”.

Ora hai maggiori informazioni sulla dipendenza da internet. Ma potresti approfondire l’argomento, e molti altri, cliccando sui link di cui questa pagina è disseminata. Senza mai lasciare il sito, puoi disporre di centinaia di contenuti. Tuttavia, se hai una dipendenza da internet, un consiglio. Non troverai davvero il benessere e le risposte che cerchi in un sito web, perciò chiudi gli occhi e sgombra la mente da ciò che hai appena letto. Poi spegni smartphone e pc e riprendi contatto con il mondo. Non c’è niente di più salutare della realtà.

© Gabriele Calderone. Riproduzione riservata

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