cibo & disturbi alimentari

Perdita di controllo sul cibo e abbuffate. I sintomi del Binge Eating

Il Binge Eating Disorder è un disturbo caratterizzato da episodi di alimentazione eccessiva accompagnati dalla sensazione di perdita di controllo.

binge eating, i sintomi

Sapersi controllare e darsi regole sono capacità che variano da persona a persona e che hanno un effetto a lungo termine sulla qualità della vita e la riuscita personale. Essere autoregolato, per uno studente, significa riuscire a non cedere alla noia e, quindi, a terminare il programma giornaliero in vista di un esame importante. L’autoregolazione è l’abilità che consente al professionista di fare del suo meglio anche sotto pressione e a un padre o a una madre di essere buoni genitori nonostante la stanchezza e i capricci dei figli.

L’autoregolazione è fondamentale anche nel rapporto con se stessi. Le strategie che adottiamo per far fronte alle nostre emozioni ne determinano in buona parte l’intensità e la durata, a prescindere dall’evento che le ha scatenate.

Il cibo è un potente distrattore e in effetti, come è noto, mangiare è un’azione piuttosto comune per contrastare emozioni negative come lo stress, la noia, la tristezza e l’agitazione, tanto che si definisce fame nervosa quella che non risponde tanto al bisogno fisiologico di alimentarsi, quanto a quello psicologico di calmarsi o “tirarsi su”.

Cercare di regolare le emozioni attraverso il cibo non è da considerarsi un problema di per sé. Tuttavia, è nota una condizione clinica, detta Binge Eating Disorder, in cui gli episodi di alimentazione sovrabbondante si accompagnano alla perdita di controllo e sono abbastanza frequenti da causare molteplici conseguenze negative dal punto di vista sia fisico, sia psicologico. In questa pagina vedremo cos’è il Binge Eating e da quali sintomi si può riconoscere.

La diagnosi di Binge Eating. Tutto quello che devi sapere

Il DSM-5, il manuale diagnostico edito dall’American Psychiatric Association, include il Binge Eating Disorder, o Disturbo da Alimentazione Incontrollata, fra i disturbi alimentari e lo definisce in base a 5 criteri.

A Ricorrenti episodi di alimentazione incontrollata. Si definisce di “alimentazione incontrollata” un episodio che ha entrambe le seguenti caratteristiche:

  1. Si mangia una quantità di cibo superiore a quanto farebbe la maggior parte delle persone nello stesso arco di tempo e nelle stesse circostanze.
  2. Si ha il senso di perdita di controllo; per esempio, l’impressione di non riuscire a fermarsi nemmeno volendo o di non poter controllare cosa e quanto si sta mangiando.

I due precedenti punti stabiliscono il parametro della quantità per unità di tempo. Mangiare piccole dosi di cibo lungo il giorno, per esempio “spiluccando” snack mentre si studia, si lavora o si guarda la tv non rientra nella definizione di episodio binge, sebbene anche questo possa essere un comportamento alimentare disfunzionale.

Il concetto di alimentazione incontrollata è legato anche alle circostanze in cui essa ha luogo. La ragione è che, talvolta, per esempio durante i pranzi di matrimonio, è normale mangiare più del consueto. L’ingestione di una maggiore quantità di cibo, in questi casi, potrebbe non rientrare nella definizione di binge, fatto di cui il clinico dovrebbe tenere conto in sede di diagnosi

L’alimentazione incontrollata tipica dei pazienti con Binge Eating non sembra riguardare tanto il tipo d’alimento, quanto il cibarsi in generale. La perdita di controllo può essere oggettiva o soggettiva ed essere accompagnata da sintomi dissociativi, per esempio l’incapacità di avere cognizione del tempo che passa. Durante l’episodio binge alcuni pazienti possono riferire di riuscire a fermarsi solo se, per esempio, all’improvviso entra in stanza il partner o un conoscente e ciò può dipendere dalla vergogna e dall’imbarazzo legato al mostrare di non sapersi controllare.

B Gli episodi di alimentazione incontrollata sono accompagnati da almeno 3 dei seguenti sintomi:

  1. Mangiare molto più velocemente della norma.
  2. Mangiare fintanto che non si raggiunge una spiacevole sensazione di pienezza.
  3. Mangiare grandi quantità di cibo anche senza una vera e propria fame.
  4. Mangiare da soli a causa dell’imbarazzo per la propria mancanza di controllo.
  5. Sentirsi depressi, in colpa o provare disgusto per se stessi a causa del problema.

Chi soffre di Binge Eating, in genere, agisce in modo da trovarsi da solo durante le abbuffate. Uno dei segnali più comuni della prossimità di un episodio è la fame nervosa, l’impulso a mangiare in assenza di un vero e proprio bisogno fisiologico. Spesso l’antecedente della fame nervosa è un sentimento o un’emozione negativi, per esempio il litigio con il partner, lo stress o i problemi lavorativi, l’ansia per un esame o il senso d’inadeguatezza per le proprie forme corporee. Anche la noia e la demotivazione potrebbero innescare l’episodio. La rapida e abbondante ingestione di cibo sembra avere un iniziale effetto lenitivo sulle emozioni negative, sebbene a lungo termine sia causa di ulteriore senso d’inadeguatezza, di preoccupazioni e disforia.

C Gli episodi di alimentazione incontrollata causano stress e disagio clinicamente significativi.

Il prolungato discontrollo sull’alimentazione può produrre sovrappeso, obesità, condizioni mediche quali diabete e malattie cardiovascolari e contribuire al senso d’inadeguatezza e all’insoddisfazione riguardo al proprio fisico. Chi soffre di Binge Eating, inoltre, potrebbe non riuscire a mangiare in pubblico, per esempio frequentare la mensa scolastica se studente, quella aziendale se lavoratore, ma anche le cene con amici e parenti, per l’imbarazzo o il timore di perdere il controllo sul cibo.

D Gli episodi di alimentazione incontrollata si verificano almeno una volta alla settimana per una durata non inferiore a 3 mesi.

Questo criterio è utile per distinguere i problemi di discontrollo alimentare causati da condizioni transitorie e circostanziali da quelli con frequenza e durata tali da giustificare la diagnosi del disturbo.

E Gli episodi di alimentazione incontrollata non sono accompagnati da condotte di compensazione.

Quest’ultimo criterio è importante per distinguere il Binge Eating da altri disturbi alimentari, nonostante alcune somiglianze sintomatologiche, per esempio la presenza di abbuffate. Nel Binge Eating sono sempre assenti condotte di compensazione quali il vomito autoindotto, l’esercizio fisico compulsivo e l’abuso di lassativi e diuretici, tipiche invece della Bulimia Nervosa e del sottotipo di Anoressia Nervosa “con abbuffate e condotte d’eliminazione”.

Come stabilire quale gravità e decorso sta avendo il disturbo

La gravità del Disturbo da Alimentazione Incontrollata, o Binge Eating Disorder, si stabilisce in base alla frequenza settimanale di episodi binge. In particolare si distinguono 4 livelli:

Un paziente la cui condizione soddisfi i 5 criteri che caratterizzano il disturbo riceve la diagnosi di Binge Eating con la relativa specificazione di gravità. Comunque, durante il decorso del Binge Eating, per esempio a seguito di un trattamento psicoterapeutico, è frequente che i sintomi subiscano una remissione parziale o totale. In questi casi la diagnosi dovrebbe essere modificata aggiungendo una delle due seguenti diciture:

Binge Eating in parziale remissione se, dopo un periodo in cui i 5 criteri erano soddisfatti, al momento attuale si verifica una frequenza di episodi binge inferiore a uno alla settimana.

Binge Eating in remissione completa se, dopo un periodo in cui i criteri per il Binge Eating erano soddisfatti, nessun sintomo è presente da un periodo di tempo significativo.

Binge Eating e obesità non sono la stessa cosa

Sovrappeso e obesità sono condizioni fisiche che consistono in un accumulo di grasso corporeo oltre la norma. Sono considerabili, anche, condizioni mediche perché correlate a una varietà di malattie, fra cui soprattutto quelle cardiovascolari, come l’ischemia e l’infarto miocardico e quelle oncologiche, per esempio il tumore del fegato, del pancreas, del colon-retto e dello stomaco. Si stima che il sovrappeso e l’obesità, in media, riducano l’aspettativa di vita di circa 7 anni. L’obesità estrema, addirittura, di 10.

L’Indice di Massa Corporea (Body Mass Index, BMI) è un valore calcolabile mettendo in relazione l’altezza e il peso. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si può considerare in sovrappeso un individuo con BMI fra 25 e 29,9. Per fare un esempio, una persona alta 1 metro e 70 e pesante 80 chili rientra in questa fascia.

Si parla di obesità, invece, da un valore di 30 in poi. Più nello specifico, di obesità di classe I quando il BMI è fra 30 e 34,9, di obesità di classe II quando il BMI è fra 35 a 39,9 e di obesità di classe III quando il BMI è 40 o superiore. La stessa persona del precedente esempio soffrirebbe di obesità di classe I se pesasse 90 chili, di obesità di classe II se pesasse 104 chili e di obesità di classe III se ne pesasse 120.

I problemi di peso, molto spesso, sono causati dalla combinazione di sedentarietà e dieta ipercalorica, cioè da un’alimentazione sovrabbondante rispetto al fabbisogno giornaliero. Il Binge Eating è un disturbo alimentare caratterizzato, per definizione, da episodi di alimentazione eccessiva e incontrollata ed è, come prevedibile, correlato al sovrappeso. Nonostante ciò, Binge Eating e sovrappeso non sono sinonimi. Infatti può capitare che un paziente, pur rispondendo ai criteri di questo disturbo, perda il controllo sul cibo con una frequenza insufficiente a determinare sovrappeso e, viceversa, che un paziente che soffre di obesità abbia una dieta ipercalorica senza però perdere il controllo nel singolo episodio o manifestare gli altri sintomi necessari alla diagnosi di Binge Eating.

© Gabriele Calderone. Riproduzione riservata

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