cibo & disturbi alimentari

A disagio con se stessi: l’immagine corporea negativa

L’immagine corporea, cioè l’insieme di valutazioni percettive ed emotive sul proprio corpo, se è negativa può essere un fattore di rischio per l’insorgenza dei disturbi alimentari.

immagine corporea

Anche nel linguaggio comune, ormai, si dice che le persone che soffrono di disturbi alimentari hanno “un’immagine negativa” del proprio corpo. Le ragazze anoressiche, per esempio, si vedono grasse pur non essendolo e, se glielo si chiede, descrivono il loro corpo semplicemente come un insieme di difetti da nascondere.

Allo stato attuale delle conoscenze sui disturbi dell’alimentazione sembra che il ruolo giocato dall’immagine corporea sia di primaria importanza, innanzitutto nell’insorgere del problema. Ma che cos’è l’immagine corporea? E da cosa si può capire se un adolescente ha un problema in tal senso? Di seguito risponderemo definendo l’immagine corporea e descrivendo il processo attraverso cui, normalmente, essa si forma. Vedremo, infine, quali sono i fattori che favoriscono l’immagine corporea negativa nei più giovani.

Che cos’è l’immagine corporea

L’immagine corporea si può definire considerando due dimensioni: quella topografica e quella emotiva. Alla dimensione topografica appartiene il concetto di “schema del corpo”, una sorta di mappa che ciascuno di noi si crea, durante lo sviluppo, delle singole aree del corpo. In effetti è in virtù di essa che riusciamo a descrivere le nostre forme e proporzioni. Questa mappa, ovviamente, può non essere completamente accurata, essendo fra l’altro influenzata dalla seconda componente, quella emotiva. La dimensione emotiva comprende l’insieme di valutazioni e di sentimenti relativi a parti del corpo e al corpo in generale. Il senso d’inadeguatezza delle proprie forme è un sentimento riferibile a questa seconda dimensione.

Le due dimensioni appena descritte sono interdipendenti: i sentimenti sulle forme corporee influenzano la percezione di quest’ultime, e viceversa. Da tale reciproca influenza deriva l’immagine corporea. Nelle persone che soffrono di disturbi alimentari si osserva la presenza concomitante di dispercezioni delle proprie forme fisiche e del giudizio negativo su di esse.

Come e quando si sviluppa l’immagine corporea

La costruzione dell’immagine corporea è un processo che inizia già nei primi mesi e che continua a svilupparsi, per tappe, durante tutto l’arco di vita.

La prima grande “conquista” avviene entro il terzo anno, periodo in cui il bambino stabilisce la “coscienza di sé” che rende possibile, fra l’altro, il riconoscimento della propria immagine allo specchio.

In seguito, fra il terzo e il quarto anno (e comunque entro il quinto) il bambino prende coscienza del fatto che il corpo degli altri è formato dalle stesse sue parti e successivamente, in genere dopo i sei anni, si precisa l’orientamento spazio-temporale e la conseguente maggiore consapevolezza del fatto che il proprio corpo occupa un certo spazio e che in diversi momenti può occupare spazi e assumere forme differenti. Seppur raramente, a questa età si osservano i primi disturbi alimentari che sono in genere quelli con un decorso peggiore e maggiore probabilità di cronicizzarsi. L’età d’insorgenza, quindi, è un importante fattore di prognosi.

«L'adolescenza è il periodo in cui consolidiamo la nostra immagine corporea, cioè l'insieme di valutazioni sulle nostre forme e la soddisfazione o l'insoddisfazione conseguente»

Con l’entrata nel periodo adolescenziale, infine, il corpo subisce una serie di trasformazioni rilevanti. Nei maschi la voce diventa più profonda, la pelle del viso si irruvidisce e compare la barba; compaiono peli anche sotto le ascelle, sul petto, sulle gambe. Nelle femmine i fianchi tendono ad allargarsi e possono comparire cellulite e accumuli di adipe. Aumenta, inoltre, la peluria nella zona dell’inguine, delle ascelle e delle gambe. Proprio per via di tali trasformazioni è normale che in questo periodo avvenga una sorta di stravolgimento dell’immagine corporea. Non è un caso, in effetti, che la maggior parte di coloro che soffrono di un disturbo alimentare lo sviluppino proprio in adolescenza.

Adolescenza e difficoltà nell’accettare i cambiamenti del corpo

Sono 3 i principali ordini di fattori che influenzano l’insorgere di un’immagine corporea negativa.

1 Fra i fattori sociali il più importante è rappresentato dall’insieme di norme culturali sul fisico e sulla bellezza. Nella nostra epoca, per varie ragioni, è promossa l’immagine di un corpo (soprattutto femminile) asciutto, magro, quasi privo di forme. Un corpo simile a quello dei bambini. Ciò può rendere difficile all’adolescente accettare i naturali processi di maturazione corporea che lo portano sempre più ad assomigliare a un adulto. Il secondo fattore è la perdita dello status di “bambino”: per alcuni adolescenti può essere difficile accettare la nuova immagine corporea se essa è associata alla perdita di attenzioni e di cure che erano loro destinate, soprattutto da parte dei genitori, da piccoli.

2 Fra i fattori cognitivi il primo è la tendenza a distorcere la percezione delle proprie forme. Abbiamo visto come l’immagine corporea si basi, innanzitutto, su un processo di tipo percettivo. Se esso non è accurato è possibile che si arrivi a giudicare, in modo infondato, il proprio corpo come difettoso. La percezione delle forme inoltre è, a sua volta, influenzata dalle convinzioni in merito a proporzioni ideali. Più esse sono rigide, maggiore sarà la probabilità di sviluppare un’immagine corporea negativa. Ciò è ancor più probabile in presenza di perfezionismo. Più si tende al perfezionismo, più si sarà portati a credere di dover fare qualcosa per migliorare un corpo altrimenti inadeguato.

3 Fra i fattori emotivi vi sono l’autostima e il senso di adeguatezza. Come è noto questi due aspetti cominciano a svilupparsi già in infanzia e dipendono da diversi fattori, da quello biologico (temperamentale) a quello psicologico, a quello famigliare. In questa sede ci limitiamo a evidenziare l’influenza che autostima e senso di adeguatezza possono avere sullo sviluppo di un’immagine corporea negativa. Implicando un giudizio globale negativo su di sé, infatti, entrambe possono portare il ragazzo (o la ragazza) a generalizzare tale giudizio al proprio corpo e a tentare di modificarne l’aspetto, per esempio attraverso diete restrittive, quasi sempre implicate nell’insorgenza dei disturbi alimentari.

© Gabriele Calderone. Riproduzione riservata

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