disturbi d'ansia e ossessivi

Consigli pratici per parlare in pubblico. Come preparare un discorso e comunicarlo in modo efficace

Parlare in pubblico significa essere al centro dell’attenzione, mettere in gioco la propria capacità di persuadere e coinvolgere. Diventare, per quel quarto d’ora, la persona che tutti ascoltano. Scopri come si fa!

parlare in pubblico

Comunicare significa trasmettere informazioni. Quando chiedi il menù al cameriere del ristorante, quando dai consigli a un amico, quando dici “ti voglio bene”: in tutti questi casi stai comunicando. E lo fai perfino quando, in auto, prima di svoltare azioni la freccia. Buona parte dei nostri comportamenti ha lo scopo di far sapere qualcosa ad altri. Informazioni.

Anche parlare in pubblico, in effetti, significa trasmettere informazioni. Un conferenziere parla a un convegno per divulgare i risultati dei suoi studi, un professionista presenta ai colleghi di lavoro un report per metterli al corrente dei progressi fatti.

Ma parlare davanti a persone, come sa bene chi lo fa, è molto più che fornire informazioni. Significa essere al centro dell’attenzione e mettere in gioco la propria capacità di persuadere e coinvolgere.

Mentre parli davanti a una platea è naturale che la tua attenzione sia distratta, tuo malgrado, dai dubbi: “Come sto andando?”; “Li sto interessando?”; “Starò commettendo qualche errore senza accorgermene?”; “Si starà vedendo che sono in ansia?”; “La mia voce trema? Sto balbettando?”. Parlare in pubblico richiede di saper gestire l’ansia di essere giudicati e fallire. Chi lo sa fare ha la capacità di restare concentrato sul discorso e di esercitare un sano distacco da quelle paure che, se ascoltate, non porterebbero a niente di buono.

Parlare in pubblico, però, è anche e soprattutto questione di esperienza. La pratica può davvero aiutarti a migliorare e superare le paure. Di seguito vedremo come preparare un discorso ed esercitarsi per comunicarlo in modo efficace, non solo considerando la scelta dei contenuti, ma anche i modi per gestire il tono di voce, la postura e la presenza davanti al pubblico. Le indicazioni che leggerai ti saranno utili in particolare:

1. Inizia decidendo cosa inserire nel discorso e cosa escludere

Se il tuo discorso non rispetta un filo logico chiaro e non ruota attorno a una tesi, sarà difficile da seguire e caotico. Inoltre, che il tuo intervento duri dieci minuti o un’ora, è probabile che non avrai tempo per dire tutto ciò che vorresti e, quindi, dovrai prediligere alcuni contenuti trascurandone altri. Per queste ragioni, è importante che tu faccia un’accurata selezione.

Consigli pratici. Ci sono due domande iniziali che ogni buon oratore dovrebbe porsi. Cosa voglio esprimere? Qual è la tesi che sostengo? Fatta chiarezza su questi punti, sarai più consapevole di ciò che per te è rilevante. Prendi un foglio e fai un elenco dei concetti indispensabili. La lista può anche essere disordinata. In questa fase non preoccuparti del numero né della sequenza degli argomenti, ma solo che essi siano importanti per la tesi di fondo e coerenti.

2. Spendi del tempo nella preparazione delle slide. Aiuteranno sia te, sia il pubblico

Parlare in pubblico senza un supporto visivo o una traccia da seguire non è impossibile, ma è più difficile. Le slide sono un aiuto per varie ragioni: servono al pubblico per seguirti e danno struttura e ritmo al tuo discorso, aiutandoti a tenerti entro i giusti limiti temporali. Se ben fatte, sono una specie di bussola grazie alla quale sarà molto più difficile perdersi. Quindi, se ti sarà concesso utilizzarle, fallo.

Consigli pratici. Potresti essere tanto ansioso di scrivere la presentazione da considerare la cura delle slide una perdita di tempo. Se così fosse, ripensaci: in un viaggio, non è più facile arrivare a destinazione se prima spendi un po’ di tempo per disegnare una mappa affidabile?

3. Rispetta i criteri di chiarezza e semplicità: poche slide, fatte bene

Quante slide creare? Dipende, ovviamente, dal tempo che ti sarà concesso. Ricorda, comunque, che un numero eccessivo sarebbe un errore perché ti costringerebbe a parlare in modo troppo veloce. La fretta rende più probabili gli errori, più forte l’ansia del tempo che scorre e, soprattutto, più facile che il pubblico non riesca a seguirti e si distragga. Per una presentazione di 15 minuti non dovresti portare più di una dozzina di slide, per una presentazione di 30 minuti, non più di 20. Dal conteggio sono esclusi l’intestazione e i ringraziamenti. Evita di riversare nelle slide tutto il discorso, limitati a definire gli argomenti per punti. Nel video in fondo alla pagina potrai vedere esempi di slide più o meno efficaci.

Consigli pratici. Riprendi l’elenco degli argomenti che hai compilato all’inizio e fai ordine spostandoli o eliminandoli, considerando il tempo che avrai per parlare. I valori della chiarezza e della semplicità dovrebbero sempre guidare le tue scelte. Non riempire le slide di un numero eccessivo di informazioni, a meno che tu non debba fare una presentazione esclusivamente tecnica, per esempio a studenti universitari, di un master o di un corso di specializzazione. Non preoccuparti se hai il dubbio di non aver incluso il numero giusto di argomenti, in seguito avrai sempre modo di apportare cambiamenti.

4. Una volta terminate le slide, prova a parlarci sopra in modo creativo

Si passa alla parte pratica, quella in cui potrai sviluppare le tue doti di oratore. Parlare sulle slide è il modo migliore per fare pratica con l’arte di fare discorsi di qualità e, inoltre, ti permette di valutare se i concetti inclusi sono esaustivi: se non sarai soddisfatto, potrai sempre aggiungere, togliere o spostare materiale. Ricorda comunque che l’impressione che lascerai ai tuoi ascoltatori non avrà tanto a che fare con il numero di informazioni che avranno ascoltato, ma piuttosto con la chiarezza e il coinvolgimento con cui gliele avrai trasmesse.

Consigli pratici. Prova a parlare a voce alta sopra le slide. Per il momento non preoccuparti del tempo che impieghi, cerca solo di immedesimarti in ciò che stai dicendo, di curare il contenuto. Sei nella tua stanza da solo, nessuno ti ascolta, puoi dire tutto ciò che vuoi. A ogni ripetizione, sentiti libero di sperimentare, lascia spazio alle nuove idee che potrebbero venirti mentre parli. Se il discorso è ogni volta diverso e, perciò, hai la sensazione di non star venendo a capo di nulla, sappi che è vero il contrario. Stai imparando a improvvisare mantenendoti fedele ai punti fermi contenuti nelle slide. Questo è ciò che fanno le persone che sanno parlare in pubblico: improvvisano su un tema prestabilito. Inoltre, pian piano ti accorgerai che l’intervento sta prendendo corpo, ma senza diventare “impacchettato”.

5. Non cadere nella trappola di imparare a memoria il discorso

La strategia comune degli oratori inesperti o ansiosi è imparare tutto a memoria per sentirsi più sicuri ed essa può, in effetti, avere il vantaggio di farti evitare gli errori, ammesso che tu riesca a fissare nella mente ogni parola, ma ha così tanti svantaggi da essere sconsigliabile. Innanzitutto, se avessi un vuoto di memoria non riusciresti più a proseguire. In secondo luogo, i discorsi memorizzati appaiono piatti e preconfezionati. Anche quando sono perfetti, sono poco efficaci. E si distinguono subito, come se le mille ripetizioni necessarie per apprenderli gli avessero sottratto forza e brillantezza. Inoltre, chi impara a memoria i discorsi ottiene solo un illusorio effetto lenitivo sull’ansia di sbagliare e sul suo senso di inefficacia, perché finisce per essere sempre più convinto di non riuscire a cavarsela se non diventando un “disco registrato”. Potrebbe darsi che non commetta errori, ma non potrà fare a meno di pensare: “Perché gli altri non hanno bisogno di imparare tutto a memoria e io invece sì?”.

Consigli pratici. Durante le prove non ripeterti mai, cambia sempre qualcosa. Se ti viene una battuta per sottolineare un pensiero, una metafora o un esempio per esprimerlo meglio, benissimo. Nella ripetizione successiva potresti cambiare ancora un po’ la tua esposizione, sull’onda di altre nuove idee.

6. Pronuncia il discorso in modo chiaro e con calma. Meglio trasmettere un concetto bene, piuttosto che tre male

Dopo un certo numero di prove, quando cominci a essere più soddisfatto del modo in cui il tuo discorso è andato strutturandosi prova a vedere se, con il tempo che avrai a disposizione, riusciresti a esporlo per intero. Fai una prova cronometrandoti, potresti accorgerti che a causa dei contenuti scelti o del tuo modo di esporli non hai abbastanza tempo. Semplicità e chiarezza, anche in questo caso, dovrebbero essere gli obiettivi da perseguire. Considera che se anche ti velocizzassi riuscendo a rientrare nei tempi stabiliti, forse il tuo discorso risulterebbe troppo denso per chi lo ascolta per la prima volta e, quindi, inefficace.

Consigli pratici. Se ti accorgessi che la lunghezza del discorso non ti consente di pronunciarlo in modo calmo e chiaro, sii elastico. La cosa migliore è togliere del materiale o rendere più concise le parti secondarie. La presentazione deve restare abbastanza esaustiva ma anche semplice. Se sei indeciso su togliere qualcosa, chiediti: “Questa parte è essenziale per ciò che voglio comunicare?”. Se non lo è, eliminala.

7. Rendi vario il tuo tono di voce. Se è piatto risulta monotono, se è costantemente alto trasmette agitazione

L’intonazione e l’enfasi sono componenti fondamentali della comunicazione. Parli a voce troppo bassa? Sei lento e monocorde? Sei frettoloso a tal punto che ti mangi le parole? Tutte le frasi hanno la stessa identica cadenza? Questi modi di parlare possono annoiare, distrarre o infastidire il pubblico. A seconda del significato di ciò che stai dicendo, il tono di voce più appropriato potrebbe essere basso o acuto, lento o più spedito. Alcune parti richiederanno calma e riflessività, altre energia e brio. La modulazione dell'intonazione e dell’enfasi si impara con la pratica. Richiede di calarsi un po’ nel ruolo di attori e saper “interpretare”.

Consigli pratici. Dedica qualche ripetizione alla cura dell’intonazione. Scandisci bene le parole, a voce udibile, stando attento a non cadere nella leziosità e adeguandoti al contenuto di ciò che stai dicendo. Varia di proposito, di tanto in tanto, intonazione, cadenza, velocità ed enfasi, quel tanto che basta per non far diventare monotona la tua voce. Riuscirai a farlo se ti lascerai andare immedesimandoti nel significato di ciò che stai dicendo. Scordati del pubblico, delle opinioni che potrebbe farsi e perfino di te stesso. Conta solo ciò che stai dicendo.

8. Mentre parli, rivolgi l’attenzione ai singoli spettatori, spostando lo sguardo da uno all’altro

L’attenzione che rivolgi a chi ti sta ascoltando è un altro aspetto importante del saper comunicare. Gli oratori inesperti o ansiosi tengono lo sguardo basso o fisso sulle slide, oppure su una parte della platea, ignorando tutti gli altri. Avrai davvero l’attenzione del pubblico, invece, se ti volgi in direzioni diverse, anche “agganciando” lo sguardo di singoli spettatori. Così facendo, ciascuno si sentirà chiamato in causa, come se gli stessi parlando in un colloquio a tu per tu.

Consigli pratici. Utilizzare l’attenzione in modo flessibile mentre si parla può non essere semplice e di certo non viene in modo naturale. Per fare pratica, posiziona alcuni oggetti a diversa distanza e, mentre ripeti, assicurati di alternare lo sguardo su tutti gli oggetti. Cerca di farlo in modo lento, ondeggiando da uno all’altro. Guardane uno per alcuni secondi e poi, senza fretta, spostati su quello successivo. La sequenza con cui lo fai dovrebbe essere, più possibile, casuale.

9. Controlla la tua postura. Alcuni modi di porsi trasmettono sicurezza e tranquillità, altri denotano ansia e insicurezza

La postura di chi parla rivela molto del suo stato d’animo. Chi è ansioso tende a tenere le mani in tasca, a restare rigido nella stessa posizione o a farsi da parte man mano che parla, quasi volesse scomparire. Questi comportamenti, purtroppo, finiscono per indebolire l’autorevolezza stessa del discorso. Nella comunicazione né la forma né il contenuto sono mai bastanti, da soli. Durante l’intervento, cerca di dare meno possibile le spalle alla platea, se non per illustrare grafici, schemi o parti di una slide. Resta al centro della stanza, del palco o dovunque si aspetterebbe di vederti il pubblico. Tieni, inoltre, almeno una mano libera. Questo ti darà la possibilità di enfatizzare determinati concetti con la gestualità.

Consigli pratici. Dedica qualche ripetizione al miglioramento della tua postura. Qualora ti accorgessi di avere delle tensioni, per esempio nelle spalle e nelle gambe, rilassa i muscoli interessati. Fai qualche prova stando in piedi in mezzo alla stanza, senza punti d’appoggio, in posizione retta ma non rigida, prestando attenzione a non tenere la testa bassa o le spalle curve ed evitando di assumere posture protettive, per esempio incrociare le braccia davanti al petto o tenere le mani in tasca. Puoi provare anche a passeggiare mentre parli, sciogliendo la tensione delle gambe qualora fosse necessario. Usa la gestualità per dare enfasi, ma senza esagerare. I tuoi movimenti dovrebbero essere sicuri, mai bruschi o eccessivi.

© Gabriele Calderone. Riproduzione riservata

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