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Il Disturbo d’Ansia Generalizzato. Le mille preoccupazioni che non danno tregua

ansia generalizzata. cosa è

Alcuni pensano che preoccuparsi aiuti a risolvere i problemi, altri sono convinti che sia un buon modo per essere pronti a ciò che può andare storto; altri ancora credono che sia inevitabile farlo. Ciascuno di noi ha preoccupazioni e ha opinioni su come sia meglio affrontarle.

In psicologia è ben conosciuta la condizione di chi è eccessivamente e frequentemente in ansia per un gran numero di situazioni diverse, ed è chiamata Disturbo d’Ansia Generalizzato (DAG).

Le preoccupazioni più frequenti che assalgono i pazienti che ne soffrono sono restare senza denaro, perdere il lavoro o la salute, essere lasciati dal proprio partner, perdere i figli per una malattia o un incidente. Tutte paure che riguardano ciò che per noi esseri umani è più importante.

Riconoscere il Disturbo d’Ansia Generalizzato può non essere semplice perché questo problema, caratterizzato da ansia intensa e da numerosi altri sintomi, condivide alcune caratteristiche con altri disturbi e soprattutto con il Disturbo Ossessivo Compulsivo.

Al contrario di ciò che si potrebbe pensare, il Disturbo d’Ansia Generalizzato è piuttosto diffuso in tutto l’Occidente. Secondo le stime dell’American Psychiatric Association, ne soffre circa il 3% degli statunitensi e poco meno del 4% degli europei. Stando a questi dati, più di 2 milioni di italiani soffrirebbero di questo disturbo. Le donne, più degli uomini, ricevono la diagnosi di GAD: il 55%-60% del totale sono di sesso femminile.

Il rimuginio nel Disturbo d’Ansia Generalizzato

Le persone che soffrono di DAG riferiscono di preoccuparsi per un gran numero di eventualità, alcune relative al presente, altre centrate sul futuro. Come conseguenza, l'ansia si stabilizza entro valori eccessivi, per molte ore al giorno quasi tutti i giorni.

Nel DAG, i pensieri oggetto di rimuginio hanno queste caratteristiche:

In media, i sintomi del Disturbo d’Ansia Generalizzato si conclamano verso i 30 anni, anche se ciò non dovrebbe far pensare a un’insorgenza improvvisa. Questa, infatti, è solo l’età in cui la maggior parte delle persone ricevono la diagnosi, forse proprio perché è il momento in cui il disturbo si manifesta con sintomi più intensi e invalidanti.

In realtà, molti di questi pazienti riferiscono di soffrire d’ansia da tutta la vita anche se da piccoli, magari, non soddisfacevano appieno i criteri diagnostici del disturbo oppure i loro sintomi erano stati sottovalutati. Occorre precisare, tuttavia, che minore è l’età in cui il disturbo insorge, maggiore è il rischio che peggiori e che l’individuo sviluppi altri disturbi psicologici in aggiunta.

Se non trattato, il Disturbo d’Ansia Generalizzato tende a diventare cronico, con sintomi che si aggravano o regrediscono a seconda del periodo o dei fattori esterni di stress.

Il Disturbo d’Ansia Generalizzato nei bambini e nei ragazzi

Si notano varie differenze nel modo in cui il Disturbo d’Ansia Generalizzato si manifesta in persone di diversa età. Mentre i bambini e i ragazzi sviluppano timori nei confronti delle loro prestazioni scolastiche o sportive, di disastri naturali (per esempio i terremoti) o provocati (per esempio gli attentati terroristici), il rimuginio degli adulti è centrato più sulla stabilità finanziaria, sul lavoro, sulla salute propria e dei famigliari, sul futuro.

I bambini e i ragazzi che soddisfano i criteri per il Disturbo d’Ansia Generalizzato tendono a essere perfezionisti e a manifestare senso d’inadeguatezza. La combinazione di queste due caratteristiche li porta a non essere sicuri di se stessi quando si cimentano in un compito e ad avere bisogno di rassicurazioni e incoraggiamento dai genitori e dagli insegnanti. Nel momento in cui terminano un compito, tendono a non esserne soddisfatti: vorrebbero provare e riprovare. Il bisogno di rassicurazioni non è limitato al senso d’inadeguatezza, ma si esprime in tutte le preoccupazioni.

La diagnosi differenziale, ossia il procedimento attraverso cui si valuta l’eventuale presenza di altri disturbi, è piuttosto complicata nel caso dei bambini e ragazzi che soffrono di DAG, ma è molto importante. Un ragazzo che teme di cimentarsi in un compito scolastico per paura di ricevere un voto negativo o di essere preso in giro dai compagni di classe, infatti, risponde più ai criteri della Fobia Sociale che non a quelli del Disturbo d’Ansia Generalizzato. Un bambino che teme di allontanarsi dai propri genitori e di perderli risponde, invece, più ai criteri del Disturbo d’Ansia di Separazione.

La complessità del processo diagnostico è uno dei motivi per cui la valutazione del problema deve essere sempre delegata al clinico professionista.

Il Disturbo d’Ansia Generalizzato negli adulti e negli anziani

Come già accennato, negli adulti e negli anziani il Disturbo d’Ansia Generalizzato si esprime in preoccupazioni dal contenuto più “maturo”. L’adulto con DAG teme che ai propri cari possano capitare incidenti o malattie, che si presentino spese improvvise a cui non potrà far fronte e che le proprie condizioni di lavoro peggiorino. L’anziano con DAG, invece, come prevedibile ha per lo più preoccupazioni centrate sulla propria salute: cadere e infortunarsi, stare male la notte e non riuscire a chiamare i soccorsi ma anche sviluppare malattie gravi o degenerative, come il morbo di Parkinson o l’Alzheimer.

Nell’adulto, come nei più giovani, l’ansia si manifesta con irritabilità, irrequietezza, facile affaticabilità, vuoti di memoria e difficoltà a concentrarsi. Sono frequenti anche i disturbi del sonno e la tensione muscolare, che si manifesta in spasmi, fibrillazioni, fascicolazioni, indolenzimento. La bocca secca, la sudorazione eccessiva, la nausea e il vomito sono altri sintomi d’ansia.

A seconda del contenuto delle preoccupazioni, il paziente potrebbe avere difficoltà nel fare le cose in modo accurato o veloce, sia a casa sia nel lavoro. A volte, l’incapacità di portare a termine i compiti nei tempi prestabiliti nasconde proprio questo disturbo.

Inoltre, chi soffre di Disturbo d’Ansia Generalizzato mette in atto tutta una serie di azioni per cercare di neutralizzare le proprie preoccupazioni:

Le azioni di contrasto alle preoccupazioni non hanno quasi mai effetti benefici a lungo termine: chi accumula denaro per neutralizzare la paura di rimanere “a secco” finisce per doverne accumulare sempre di più, e la paura in ogni modo persiste. Chi installa un antifurto per paura di intrusioni, quasi mai si tranquillizza dopo averlo fatto. Chi chiama il partner per accertarsi che non abbia avuto incidenti automobilistici si tranquillizza sul momento, ma la paura che possa succedergli qualcosa lo assalirà all’occasione successiva.

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