disturbi d'ansia e ossessivi

L’ansia di separazione? Il modo in cui si manifesta varia con l’età

I capricci per restare a casa da scuola, l’insistenza per dormire nel lettone. Questi e altri comportamenti possono essere segno d’ansia di separazione. Un problema che può anche protrarsi oltre l’infanzia, fino all’età adulta.

l'ansia di separazione alle varie età

Ricordi quando, da bambino, prima di entrare in classe salutavi la mamma e il papà? Fermo sulla soglia della classe ti voltavi un’ultima volta a guardarli mentre per un istante, dentro di te, si faceva strada quell’indefinibile agitazione e, allo stesso tempo, tristezza… Un sentimento complesso e universale che ha un nome: ansia di separazione, la conseguenza del fatto di essere creature “affettive”. E, infatti, ci prende proprio al momento di allontanarci da coloro ai quali siamo legati.

Talvolta, però, l’esigenza di vedere e toccare le persone amate e l’incapacità di tollerarne la distanza sono tali da rappresentare un problema. Lo saprai bene se tutte le mattine sei costretto a trascinare tuo figlio a scuola o se, ogni sera, è un impresa convincerlo a dormire solo.

Nei bambini sotto i 12 anni l’ansia di separazione è piuttosto comune: riguarda circa il 4% di loro. Ma ne soffrono anche tanti adolescenti e adulti. Di seguito scoprirai come essa può manifestarsi a età diverse.

L’ansia di separazione nei bambini fino a 4 anni

Nei bambini fino a 4 anni l’ansia di separazione e la paura dell’abbandono sopraggiungono in modo circostanziato, cioè in prossimità del distacco dai genitori: con il piagnucolio e i “capricci”, con gli scoppi di pianto e di rabbia, oppure con sintomi somatici quali la nausea e il vomito.

Ma anche in forma più complessa. Pur di non perdere il contatto con i genitori, un bambino con ansia di separazione può opporre “resistenza passiva” fingendosi malato, rifiutandosi di alzarsi dal lettino, di vestirsi o di mangiare; lasciato con la maestra, con la babysitter o con i nonni può chiudersi in un impenetrabile e ostinato silenzio fino alla ricomparsa della mamma o del papà.

Se hai un figlio che teme a tal punto il distacco è probabile che convincerlo a entrare in aula e a non correrti dietro lungo i corridoi sia una quotidiana “guerra” di nervi. La maestra, poi, ti avrà riferito di quanto sia difficile calmarlo e coinvolgerlo nelle attività dopo che l’hai lasciato. Vederlo soffrire così tanto potrebbe averti indotto a tenerlo a casa o a tornare a riprenderlo prima del tempo.

Riassumendo, se tuo figlio ha meno di 4 anni e ha l’ansia di separazione potrebbe:

L’ansia di separazione nei bambini dai 4 anni alla pre-adolescenza

Nei bambini di 4 o più anni l’ansia di separazione, oltre che esprimersi con molti dei sintomi appena descritti, di solito è verbalizzata, anche se spesso in forma indiretta. Per esempio chiedendo alla mamma o al papà: “Verrà qualcuno e rapirmi?”.

Il timore della perdita potrebbe rivelarsi anche di notte, per esempio in incubi nei quali i genitori spariscono fra la folla e il bambino non riesce a raggiungerli.

Se tuo figlio ha quest’età e soffre d’ansia di separazione potrebbe averti comunicato il timore di non rivedervi più, chiedendoti rassicurazioni in merito. Questi suoi timori nascondono l’idea che un accadimento improvviso possa separarvi.

Inoltre, forse si comporta in modo “dipendente”: per esempio in casa vi segue come un’ombra, la sera insiste perché rimaniate in cameretta finché non si addormenta o per venire a dormire con voi nel lettone.

Riassumendo, se tuo figlio ha 4 anni o più e ha l’ansia di separazione potrebbe:

L’ansia di separazione nei preadolescenti e negli adolescenti

A volte i preadolescenti e gli adolescenti con ansia di separazione finiscono per condurre una vita solitaria, sviluppando hobby e interessi casalinghi: molte femmine, per esempio, si dedicano alla cucina e alla lettura; i maschi all’informatica, ai videogiochi o al collezionismo.

Se tuo figlio ha questo problema potresti avere notato che fatica a fare amicizia e, soprattutto, a intrattenere relazioni con l’altro sesso. Forse non chiede mai, o quasi mai, di poter dormire fuori, di partecipare a gite scolastiche o ai campi estivi. Le volte in cui è lontano manifesta un eccessivo bisogno di rassicurazioni, vi telefona diverse volte al giorno solo per sentirvi o per accertarsi che stiate bene.

Le sue preoccupazioni potrebbero essere simili a quelle di quando era bambino, ma tradursi ora in forma più razionale. In adolescenza, in effetti, chi soffre d’ansia di separazione inizia a prefigurarsi e temere il decadimento fisico e le malattie dei genitori.

In un certo senso l’ansia di separazione è simile alla fobia sociale: anche la paura del giudizio altrui può spingere a comportamenti solitari. Tuttavia, mentre l’autoisolamento del ragazzo fobico sociale è dovuto al senso d’inadeguatezza, quello dell’adolescente con ansia di separazione è finalizzato a restare a contatto del caregiver. Più che le critiche, a impaurire quest’ultimo è l’eventualità di perdere le persone amate.

Riassumendo, se tuo figlio è un preadolescente o un adolescente e ha l’ansia di separazione, potrebbe:

L’ansia di separazione nei giovani adulti e negli adulti

Nei giovani adulti e negli adulti, infine, l’ansia di separazione e la paura dell’abbandono possono ostacolare il distacco dalla famiglia per frequentare l’università, per lavorare, per iniziare una convivenza o sposarsi.

Se sei un adulto con questo problema ancora oggi potresti sentire un eccessivo bisogno di telefonare ai genitori per accertarti che stiano bene e di chiedere loro supporto o consigli su decisioni da prendere. Potresti incontrare difficoltà nel viaggiare, da solo o con gli amici, per il timore di trovarti nei guai e di non sapere come uscirne: “E se l’auto avesse un guasto improvviso?”; “E se avessi bisogno di cure mediche e non riuscissimo a trovare un ospedale?”; “E se fossimo derubati e non sapessimo come tornare a casa?”.

L’ansia di separazione potrebbe averti indotto a rifiutare opportunità di lavoro per non doverti allontanare dalla famiglia e, quindi, averti ostacolato l’autorealizzazione professionale.

Se sei sposato, forse hai insistito per abitare vicino ai genitori o, addirittura, assieme a loro. Oppure, hai “trasferito” sul partner l’ansia di separazione. Magari sei apprensivo, ipercontrollante e geloso, gli impedisci di svolgere attività o hobby in autonomia, ti preoccupi di continuo che possa capitargli un incidente, che si ammali, che ti lasci.

Hai figli e sei spesso in ansia per la loro incolumità? Fai di tutto per evitare che commettano errori o facciano esperienze dolorose, insisti per accompagnarli a scuola e dal medico sebbene siano ormai grandi abbastanza per andarci da soli? L’ansia di separazione può esprimersi anche verso di loro, proprio con questa eccessiva intrusività.

Infine, se hai figli adulti, ai tempi delle loro prime relazioni intime o quando hanno lasciato casa per frequentare l’università potresti esserti sentito abbandonato, essere diventato geloso e possessivo o, al contrario, esserti distaccato pur di non patirne l’assenza.

Riassumendo, se sei un giovane adulto o un adulto e hai l’ansia di separazione, potresti:

© Gabriele Calderone. Riproduzione riservata

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