disturbi d'ansia e ossessivi

Il Disturbo d’Ansia di Separazione: non solo un problema dei più piccoli

L’eccessiva ansia e il rifiuto di svolgere attività che richiedono di separarsi dalle persone care, per esempio andare a scuola, prende il nome di Disturbo d’Ansia di Separazione. Ecco tutti i sintomi di questo disturbo.

ansia di separazione

Sviluppare legami d’attaccamento verso chi si prende cura di noi è un istinto fra i più forti. Per natura siamo portati, fin da piccoli, a cercare la vicinanza con le nostre figure di riferimento, coloro i quali ci forniscono supporto, accudimento e protezione.

Il contatto con il genitore, per un bambino, significa sicurezza. È del tutto normale, quindi, che nel momento in cui questo legame s’interrompe intervenga l’ansia di separazione. Anzi, il fatto che in certe fasi della crescita il bambino mostri segni di paura e tensione alla presenza di sconosciuti, la cosiddetta ansia dell’estraneo, e che si tranquillizzi solo grazie alla vicinanza con la propria figura di riferimento è da considerarsi la prova che nei suoi confronti sta sviluppando un attaccamento. Stabilire legami d’attaccamento sicuri è una delle conquiste più importanti per il futuro benessere dell’individuo, poiché gli consentirà di avere relazioni affettive positive e durature.

Nonostante l’ansia di separazione sia un fatto normale, però, può accadere che si presenti in forme tali da costituire un problema. In questi casi si parla di Disturbo d’Ansia di Separazione. Di seguito vedremo come riconoscere questa condizione che, al contrario di quanto si possa pensare, non riguarda solo i bambini e può comparire a qualsiasi età.

Riconoscere i sintomi del Disturbo d’Ansia di Separazione

L’aspetto principale del Disturbo d’Ansia di Separazione è l’eccessiva paura del distacco da coloro verso cui l’individuo ha un legame d’attaccamento. Il DSM-5, il manuale diagnostico edito dall’American Psychiatric Association e utilizzato dalla maggior parte dei clinici di tutto il mondo, stabilisce che almeno 3 dei seguenti sintomi debbano essere soddisfatti per porre diagnosi del disturbo.

1 Eccessivi sentimenti di disagio nel momento in cui avviene il distacco, anche momentaneo, dalle figure di riferimento oppure quando la separazione è solo prefigurata. Il primo sintomo del Disturbo d’Ansia di Separazione è l’intensa ansia che insorge al momento di dividersi dalle figure di riferimento o, anche, al solo parlarne. Per esempio, un bambino potrebbe agitarsi, piangere o arrabbiarsi nel momento in cui i genitori gli propongono di frequentare un campo estivo o una gita scolastica. Un adulto con ansia di separazione potrebbe sentire forte ansia prima di uscire di casa per recarsi al lavoro o, anche, al solo pensiero di perdere le persone care.

2 Eccessive preoccupazioni sulla salute delle figure di riferimento. L’eccessiva preoccupazione per la salute e la sicurezza fisica delle proprie figure di riferimento è un altro segno d’ansia di separazione. Dietro di essa, ovviamente, vi è la paura di perderle. Sono frequenti, quindi, pensieri sull’eventualità che esse possano ammalarsi, morire o, quando lontane, restare vittima di incidenti. A questo proposito sono temuti in particolar modo i viaggi in aereo o in auto ma non sono infrequenti nemmeno le fobie dei rapimenti e delle rapine.

3 Eccessive preoccupazioni riguardo al fatto che, in futuro, possa verificarsi l’allontanamento dalle figure di riferimento. Chi ha un problema d’ansia di separazione può preoccuparsi che un evento imprevisto come una malattia, un incidente o un rapimento lo separi dalle persone amate. Nei più piccoli questa paura potrebbe riguardare anche lo smarrirsi in un centro commerciale oppure perdere di vista i genitori durante una passeggiata. Nell’adulto potrebbe esprimersi, invece, nel pensiero di perdere la propria famiglia o di essere lasciato dal partner.

4 Azioni per scongiurare la separazione. Cercare di evitare quelle attività che richiedono un distacco dalle proprie figure di riferimento è uno dei principali segni d’ansia di separazione. Spesso, nei più piccoli ciò si traduce nel rifiuto di andare a scuola ed è questa, in effetti, una delle più comuni avvisaglie del problema. I bambini con ansia di separazione possono piangere in modo inconsolabile quando i genitori li lasciano alle cure delle maestre e rifiutarsi di restare. La tensione può essere così intensa da sfociare in rabbia e aggressività contro i “responsabili” dell’allontanamento, per esempio il personale scolastico. Il genitore, di conseguenza, può essere indotto a far sì che il figlio non frequenti la scuola o a restare nelle vicinanze mentre il piccolo è in classe, per rassicurarlo con la sua presenza.

Nei ragazzi più grandi il problema potrebbe esprimersi nel rifiuto o nella difficoltà a frequentare un’università distante da casa. Gli adulti, invece, potrebbero non riuscire a lasciare il nucleo famigliare d’origine per formarne uno proprio, fare viaggi o accettare mansioni lavorative che comportino il prolungato distacco da casa.

5 Esagerata riluttanza a restare solo, anche in casa, senza le figure di riferimento. I più piccoli potrebbero non voler restare in una stanza da soli, esigere di essere accompagnati o seguire il genitore in tutti i suoi spostamenti. L’adulto potrebbe, invece, manifestare o lamentarsi di disturbi fisici tali da convincere il partner a non lasciarlo solo. Dall’adolescenza in poi non è infrequente che uno dei sintomi collegati alla paura e al rifiuto di restare a casa da soli sia l’attacco di panico.

6 Riluttanza a dormire in assenza delle figure di riferimento o fuori casa. Chi soffre d’ansia di separazione può esprimere il bisogno di avere accanto le proprie figure di riferimento durante la notte. Possono esservi paure irrazionali come quella del buio, fino a vere e proprie dispercezioni, per esempio la convinzione dell’intrusione di un estraneo. Le difficoltà si accentuano dovendo dormire fuori casa; bambini e ragazzi, per esempio, potrebbero rifiutarsi di frequentare gite scolastiche, campi estivi o di passare la notte da amici. Gli adulti, invece, potrebbero non riuscire ad addormentarsi in assenza del partner e, quindi, rifiutarsi di viaggiare o di lavorare lontano da casa.

Avere bisogno di soccorso in un Paese straniero e non sapere a chi rivolgersi, perdersi durante una vacanza o finire il denaro e non riuscire a tornare a casa sono preoccupazioni tipiche di molti adulti e possono nascondere l’ansia di separazione. Non è raro che queste persone abbiano sofferto, da piccoli, di una qualche forma del disturbo.

7 Incubi sul tema dell’abbandono e della separazione. Relativi al punto precedente, ma da considerarsi sintomi a sé stanti, sono gli incubi sul tema dell’abbandono o della separazione dalle figure di riferimento. I più piccoli potrebbero sognare, per esempio, di perdere il contatto con i genitori in mezzo a una folla, oppure di essere abbandonati sul ciglio di una strada durante un viaggio. Gli adulti potrebbero avere incubi sul divorzio dal partner o su un suo tradimento.

8 Sintomi fisici nel momento in cui avviene il distacco o quando esso è prefigurato. La tensione dovuta all’essere lontani dalle proprie figure di riferimento o al pensiero di perderle può produrre reazioni fisiche anche di forte intensità, fra cui il tremore, le cefalee, i dolori allo stomaco, le palpitazioni o il cardiopalmo. Gli effetti della tensione possono essere tali da suscitare nausea e vomito, ma in un certo numero di casi potrebbero essere esagerati al fine di scongiurare il distacco.

Altri criteri importanti per la diagnosi

Si deve considerare che forme transitorie d’ansia di separazione sono comuni in certi stadi di sviluppo e in talune condizioni. Per questo motivo il DSM-5 precisa un criterio di durata dei sintomi, che devono manifestarsi per più di 4 settimane se l’individuo è un bambino o un adolescente e per almeno 6 mesi negli adulti. Si fa diagnosi del disturbo, inoltre, se i sintomi interferiscono con le attività quotidiane dell’individuo. Nel caso del bambino, per esempio, se gli impediscono di frequentare la scuola o gli amici oppure se farlo ha per lui un costo eccessivo in termini emotivi. Per quanto riguarda l’adulto, invece, se il problema lo costringe alla disoccupazione, a fare assenze dal lavoro, a rifiutarsi di svolgere determinate mansioni o a non potersi allontanare troppo da casa nemmeno per viaggi di piacere.

Occorre, infine, prestare attenzione alla parziale sovrapposizione delle manifestazioni sintomatologiche del Disturbo d’Ansia di Separazione con quelle di altre condizioni cliniche. La riluttanza ad allontanarsi da casa, per esempio, si ha anche nei disturbi dello spettro autistico; le preoccupazioni sull’incolumità dei propri cari sono proprie anche del Disturbo d’Ansia Generalizzato; i pensieri ricorrenti sulle malattie sono tipiche anche nell’Ipocondria; il rifiuto di uscire o di frequentare determinati luoghi senza la compagnia di persone di fiducia è anche un sintomo del Disturbo di Panico e dell’Agorafobia.

Si consiglia di affidare al clinico il compito della diagnosi, la cui formulazione richiede un’attenta valutazione dell’intensità e della gravità dei sintomi in relazione allo stadio di sviluppo del paziente, oltre all’eventuale presenza di altre condizioni psicopatologiche, fra cui quelle citate.

© Gabriele Calderone. Riproduzione riservata

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