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Anoressia Nervosa. Le condizioni e i fattori che aumentano il rischio di soffrirne

L’Anoressia Nervosa è un disturbo che ha un insieme di cause, fra cui alcune psicologiche, per esempio la bassa autostima e il bisogno di controllo.

rischio anoressia

L’Anoressia Nervosa è un disturbo quasi sempre frutto di un insieme di cause. L’eccessivo perfezionismo e la bassa autostima sono quelle più di frequente citate, ma non le uniche. Aumentano il rischio di soffrirne anche le esperienze traumatiche precoci, i conflitti famigliari o le difficoltà incontrate in certe fasi dello sviluppo, per esempio in adolescenza.

Secondo Christopher Fairburn, uno dei maggiori studiosi in questo campo, l'Anoressia Nervosa è il risultato dell’effetto di fattori “di rischio” e di fattori “precipitanti”, che saranno il tema di questa pagina.

Conoscere le condizioni correlate all’Anoressia Nervosa è importante perché agire su di esse, in molti casi, è sufficiente per evitare la comparsa del disturbo.

Età, sesso, personalità, famiglia. Tutti i fattori di rischio

Si definiscono fattori di rischio tutte le condizioni che aumentano la vulnerabilità allo sviluppo di una patologia. Per quanto riguarda l’Anoressia Nervosa i principali sono 6.

1 Adesione a modelli culturali disfunzionali. Le ragazze sono molto più esposte all’Anoressia Nervosa, tanto che il 90% dei pazienti in trattamento per questo disturbo è di sesso femminile. Non sono del tutto chiare le ragioni di questo dato; è un fatto, però, che oggi in Occidente e nella maggior parte delle società industrializzate prevalga il valore della magrezza. Il modello condiviso, in modo più o meno esplicito, è di un corpo femminile tonico, asciutto, tanto più bello quanto più gracile. Un modello che può rappresentare un rischio soprattutto per le ragazze più giovani, non ancora in grado di valutarlo con senso critico. Sottoporsi a una dieta ipocalorica è ciò che in molti fanno per modificare il proprio corpo e renderlo più simile a come lo si vorrebbe ed è anche, purtroppo, l’azione che nelle persone predisposte innesca il disturbo alimentare.

2 Età e tappe di sviluppo. L'Anoressia Nervosa si presenta, in media, fra i 14 e i 18 anni, mentre è meno frequente prima della pubertà o nell’età adulta. In altre parole, questo disturbo sembra in particolar modo riguardare l’adolescenza, fase in cui i ragazzi sono ancora impegnati a costruire la propria identità di individui mentre già cominciano a subire lo stress tipico dell’età matura, nel rapporto con se stessi e con gli altri. In questo periodo, inoltre, i cambiamenti corporei si fanno rilevanti. Nelle femmine si sviluppa il seno, il bacino si allarga, le cosce e i glutei assumono forme tondeggianti. Il passaggio attraverso questa età può essere, in sé, un fattore di rischio, se l’adolescente non accetta i naturali cambiamenti del proprio corpo.

3 Esperienze traumatiche. Si definiscono “traumatici” non soltanto gli eventi che mettono in pericolo la vita ma, più in generale, tutti quelli che producono la percezione, oggettiva o soggettiva, di vulnerabilità. L'abuso sessuale subito in giovane età o la perdita precoce di figure di riferimento per morte o abbandono sono esperienze non rare fra le persone che, in seguito, soffrono di Anoressia Nervosa. Non sono ancora del tutto chiare le ragioni della correlazione fra eventi traumatici e disturbi alimentari. Il minimo comune denominatore, però, è lo stesso: un trauma è, per definizione, la conseguenza di un’esperienza di perdita di controllo, nell’Anoressia Nervosa vi è il tentativo di ottenere o recuperare controllo attraverso la dieta alimentare restrittiva.

4 Caratteristiche psicologiche disfunzionali. In un’altra pagina abbiamo discusso le caratteristiche psicologiche delle persone anoressiche che sono il bisogno di approvazione e riconoscimento, il perfezionismo, l’incapacità di accettarsi, la bassa tolleranza alle emozioni negative e l’abitudine a regolarle con azioni d’evitamento, tutte caratteristiche che aumentano la vulnerabilità all’Anoressia Nervosa perché rendono più probabile l’insoddisfazione per le proprie forme corporee e motivano a compiere sforzi per correggerle. Le pazienti anoressiche, inoltre, spesso hanno standard elevati. Non a caso molte di loro sono studentesse eccellenti o professioniste ambiziose. Molto spesso, però, alla base del loro bisogno di dimostrare il proprio valore non vi è fiducia in se stesse, ma una cattiva autostima.

5 Ambiente familiare caratterizzato da dinamiche patogene. Uno stile d’accudimento genitoriale improntato alla freddezza, alla critica, all’eccessivo perfezionismo o al rispetto di standard elevati espone al rischio dell’Anoressia Nervosa. Una configurazione piuttosto ricorrente nelle famiglie delle pazienti anoressiche vede la presenza di un genitore di sesso maschile assente, passivo o eccessivamente permissivo e di un genitore di sesso femminile dominante, ansioso o critico, con cui la figlia sviluppa un rapporto di dipendenza basato sulla ricerca d’approvazione.

La correlazione fra certi rapporti familiari e l’Anoressia Nervosa, seppur dimostrato, è tuttavia da prendere con cautela, poiché dinamiche simili si osservano anche in pazienti che poi sviluppano altri disturbi, per esempio quelli d'ansia e dell’umore. Sembra, quindi, che uno stile d’accudimento disfunzionale possa essere patogeno per i figli, ma che non sia predittivo di un particolare disturbo.

6 Familiarità per problemi psicologici o psichiatrici. Le pazienti anoressiche, spesso, hanno parenti di primo o secondo grado che soffrono, o hanno sofferto, di disturbi psicologici o psichiatrici, a loro volta di Anoressia Nervosa, di altri disturbi alimentari o, più spesso, di disturbi dell’umore e ossessivi, per esempio il Disturbo Depressivo Maggiore e il Disturbo Ossessivo-Compulsivo. Ciò farebbe pensare alla trasmissione di una certa vulnerabilità genetica per i disturbi psicologici, ipotesi sempre più accreditata dalle ricerche in questo campo. Occorre tenere presente, però, che lo sviluppo di un disturbo è determinato, oltre che dalla biologia, da un gran numero di altre cause.

Gli studi più recenti limitano l’influenza del fattore genetico al 50%, il resto è il prodotto dell’educazione e dell’accudimento ricevuti, delle successive esperienze di vita, della qualità e quantità di relazioni e di supporto sociale disponibile e del grado di resilienza, la capacità di affrontare le difficoltà con azioni e atteggiamenti funzionali.

Delusioni amorose, problemi famigliari o relazionali. Le circostanze che possono spingere alla restrizione alimentare

Alcuni fattori di rischio, oltre che rendere l’individuo più vulnerabile all’Anoressia Nervosa, possono innescare il disturbo vero e proprio, trasformandosi cioè in fattori precipitanti. Con questa espressione ci si riferisce alle circostanze che possono spingere l’individuo a intraprendere un dieta ferrea, comportamento da cui ha inizio, sempre, l’Anoressia Nervosa.

1 La perdita, o il rischio della perdita, di una o più figure di riferimento. Una condizione che, non di rado, precede l’inizio di un disturbo alimentare è la disgregazione del nucleo famigliare, per esempio a seguito della morte di uno dei componenti oppure qualora avvenga la separazione dei genitori e il figlio la percepisca come una perdita affettiva insostenibile. Di caso in caso, il disturbo alimentare potrebbe trovare ragione d’essere nel tentativo di recuperare le cure e le attenzioni dei genitori, di ripristinare l’unità famigliare attorno al problema alimentare oppure essere, semplicemente, una condizione associata alla depressione e al disadattamento conseguente al lutto.

2 L'inizio o la fine di una relazione amorosa. L’inizio di una relazione amorosa, soprattutto in adolescenza, può essere un momento stressante, soprattutto se non si ha ancora la capacità di affrontare con il dovuto distacco le pressioni esterne e di accettare il proprio corpo. Fare coppia significa, infatti, anche relazionarsi con l’altro a livello fisico, fatto che può determinare la paura del giudizio e che quindi può costituire un fattore precipitante, così come il tradimento da parte del partner o la fine di una relazione amorosa. Altro potenziale rischio sono le delusioni sentimentali, come il rifiuto da parte di una persona voluta o sognata, ancor più se imputato alla propria inadeguatezza o indesiderabilità.

3 La difficoltà nell’affrontare i compiti di sviluppo. Molte pazienti con Anoressia Nervosa riferiscono di aver vissuto la prima mestruazione con disgusto, vergogna e senso di rifiuto. Per molte di loro l’adolescenza ha significato l’inizio dell’indipendenza e della presa in carico di responsabilità, la perdita dello status di bambine, delle cure e delle attenzioni fino a quel momento ricevute. Per queste ragioni, la fase adolescenziale può rappresentare un fattore precipitante per l’Anoressia Nervosa, ma non è l’unica.

Qualsiasi compito di sviluppo che richieda l’abbandono delle vecchie abitudini può costituire un rischio: il distacco dalla famiglia d’origine per frequentare l’università, l’entrata nel mondo del lavoro, la formazione di un proprio nucleo famigliare. La separazione dalle figure di riferimento può essere in particolar modo doloroso per coloro che hanno un rapporto di dipendenza nei confronti di uno o entrambi i genitori.

4 La frequentazione di amicizie disfunzionali o di ambienti ad alta competitività. Frequentare una compagnia di amici che sia regolata da dinamiche disfunzionali o patologiche può facilitare la comparsa del disturbo alimentare; per esempio, se nel gruppo sono frequenti le prevaricazioni, l’esclusione da parte di alcuni ai danni di altri, le prese in giro e i raffronti reciproci sull'aspetto fisico. Ambienti di studio, sportivi o lavorativi molto competitivi o all’interno dei quali siano condivisi o imposti determinati standard possono, altresì, favorire l’Anoressia Nervosa che, infatti, al pari della Bulimia è in particolar modo diffusa nel campo della moda, nel mondo dello spettacolo e in certe discipline artistiche, quali la danza classica.

© Gabriele Calderone. Riproduzione riservata

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