psicologia & benessere

Psicoterapia, counseling, mental coaching: come orientarsi?

Senti il bisogno di parlare con qualcuno ma non sai quale figura professionale, fra le tante diverse, sia la più indicata? In questa pagina proveremo a fare un po’ di chiarezza.

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I pensieri che fai, i sentimenti che provi, le decisioni che prendi: tutto riguarda la psicologia. Ogni tuo comportamento è una conseguenza del tuo modo d’essere.

La psicoterapia: ancora considerata, da alcuni, un rimedio per chi è depresso, affetto da stranezze o manie, “matto”. Falsi miti e luoghi comuni rinforzati dalla scarsità di informazioni su cosa, in realtà, essa sia: un modo di coltivare il benessere della mente, proprio come fare attività fisica significa prendersi cura del corpo.

Una psicoterapia può esserti utile se l’ansia ti impedisce di frequentare la scuola, di sostenere esami all’università, di essere a tuo agio in mezzo agli altri. Se l’impulsività finisce per mandarti all’aria amicizie, relazioni, occasioni di lavoro o ti fa prendere decisioni delle quali, poi, ti penti. Se stai affrontando una perdita dolorosa o un abbandono e hai perso la vitalità di un tempo. Se, per qualsiasi ragione, credi che la tua vita non stia andando come vorresti o, semplicemente, vuoi conoscere meglio te stesso.

Se sei capitato su questa pagina, forse, è perché senti il bisogno di parlare con qualcuno. Affidarsi a uno psicologo, a uno psichiatra, a un counselor? Come scegliere? Di seguito proveremo a fare un po’ di chiarezza.

Psicologo, psichiatra e psicoterapeuta. Ecco la differenza

Saper distinguere fra le diverse figure professionali che operano in campo psicologico è essenziale per orientarsi. Innanzitutto, quindi, è utile definire le specifiche competenze dello psicologo, dello psichiatra e dello psicoterapeuta, come indicate dall’ordinamento giuridico italiano.

Lo psicologo è laureato in psicologia (durata del corso: 5 anni) e, se iscritto all’albo degli psicologi, ha facoltà di svolgere attività diagnostica servendosi di test e di fornire supporto per mezzo del colloquio clinico, ma non di applicare tecniche con finalità psicoterapeutiche, azione che costituirebbe un esercizio abusivo della professione di psicoterapeuta, alla quale non è abilitato. Perché non lo è? Spiegheremo la ragione più avanti.

Lo psichiatra è laureato in medicina e chirurgia (durata del corso: 6 anni) e ha conseguito la specializzazione in psichiatria. Ha competenza nel trattamento sintomatologico dei disturbi mentali per mezzo dell’impiego di psicofarmaci i quali, in quanto medico, è autorizzato a prescrivere. Al pari dello psicologo, può accedere al corso di specializzazione in psicoterapia, che lo abilita all’esercizio della professione di psicoterapeuta.

Lo psicoterapeuta, infine, è laureato in psicologia o in medicina e chirurgia e ha frequentato un corso di specializzazione in psicoterapia riconosciuto dallo stato italiano (durata del corso: 4 anni), durante il quale ha appreso l’utilizzo di tecniche di trattamento. Per legge (L. 56/89) è l’unica figura autorizzata a svolgere questa professione, previa iscrizione al relativo albo.

Domande e risposte. Altre informazioni utili per fare una scelta consapevole

domanda Sul web e sui social ho visto varie pubblicità di life coach, mental coach e counselor. Di cosa si occupano? Come potrebbero essermi utili?

risposta Negli ultimi decenni, nel vasto campo della psicologia sono sorte nuove figure professionali. Il mental coach, per esempio, si propone di fare emergere le risorse cognitive ed emotive del cliente, così che egli possa esprimere il proprio potenziale. Il life coach è un motivatore e agisce per migliorare gli aspetti insoddisfacenti della vita dei suoi assistiti, aiutandoli a raggiungere i loro obiettivi. Il counselor, infine, offre sostegno a chi si trova in un momento di difficoltà e incertezza, cercando di favorire l’autoconsapevolezza necessaria per trovare, dentro di sé, le risposte che sta cercando. C’è da fidarsi? I pareri sono contrastanti e, di seguito, esporremo il nostro. Molti cosiddetti esperti di mental coaching e life coaching non sono in possesso di titoli di alcun tipo, tanto meno nel campo della psicologia. Altri, come spesso avviene nel counseling, provengono da studi filosofici o letterari. Queste figure, consapevoli di muoversi in una zona d’ombra legislativa, si guardano bene dal definire i loro interventi con appellativi quali “trattamento” e “psicoterapia” ma, volenti o nolenti, è proprio ciò che fanno. E non potrebbe essere altrimenti: è psicoterapia qualsiasi relazione fra operatore e utente basata su azioni, da parte del primo, che inducano, o anche solo favoriscano, nel secondo, un miglioramento nell’agire e nel sentire. In nessun campo il titolo di studio rappresenta, in sé, una garanzia di competenza. Ma la preparazione formale dei life coach, dei mental coach e dei counselor è per lo meno discutibile e il loro operato non è sottoposto ad adeguato monitoraggio da alcun organo di controllo pubblico. In tali condizioni, a nostro avviso, il rischio di commettere gravi errori è alto, un’eventualità inaccettabile quando si parla di salute. Dormiresti sonni tranquilli se venissi a sapere che l’edificio in cui vivi è stato progettato da qualcuno sprovvisto di una preparazione specifica nel campo delle costruzioni?

domanda E se il life coach, il mental coach o il counselor è laureato in psicologia?

risposta Se il laureato in psicologia non ha frequentato un corso quadriennale di psicoterapia riconosciuto dallo stato, per legge resta un semplice psicologo e, in quanto tale, non è autorizzato a esercitare la professione di psicoterapeuta. Questo, per un buon motivo: all’università ha studiato lo sviluppo emotivo e cognitivo del bambino, la personalità dell’adulto, le dinamiche che regolano le relazioni umane, le basi della psicopatologia. Teorie, certo, indispensabili per comprendere pensieri, emozioni e comportamenti altrui ma che poco hanno a che fare con l’azione terapeutica, la quale presuppone la conoscenza di tecniche pratiche d’interazione con il paziente allo scopo di favorire cambiamenti orientati a un obiettivo. In effetti, la facoltà dalla quale lo psicologo proviene si chiama psicologia, che significa “studio della psiche” e non psicoterapia che significa, invece, “cura della psiche”. E un breve percorso formativo post-laurea, in counseling o in qualsiasi altra disciplina simile, non è certo sufficiente ad apprendere e consolidare l’utilizzo di tecniche terapeutiche. C’è un motivo, se i corsi di specializzazione in psicoterapia hanno una durata di quattro anni e prevedono centinaia di ore di tirocini formativi.

domanda Vorrei intraprendere una psicoterapia. Come posso scegliere il giusto professionista?

risposta Mentre la medicina occidentale è uniformata a un unico modello, in psicoterapia vi è abbondanza d’approcci. La psicanalisi classica, per esempio, si fonda sul presupposto che la “nevrosi” sia il risultato di un conflitto fra le pulsioni istintive dell’individuo e il suo lato morale, che tende a reprimerle. L’approccio fenomenologico, invece, afferma che il punto centrale sia la qualità delle cure fornite, in origine, dai genitori. Una mamma e un papà incapaci di accettare e amare, così com’è, il figlio non gli consentono di imparare a sentirsi libero, di autodeterminarsi. Da qui l’insicurezza, la scarsa autostima e la patologica ricerca d’approvazione. L’approccio cognitivo-comportamentale, infine, nella sua più recente declinazione si concentra sulle interpretazioni soggettive che, della realtà, ciascuno di noi compie. In quest’ottica, la sofferenza è frutto di una visione rigida di se stessi e degli altri, più che di oggettive condizioni esterne. Ciascun approccio, come vedi, è basato su diversi presupposti. Ma questo, in sé, può non essere un problema. In effetti, ciò che conta sono le competenze dello specialista a cui ti rivolgi. Certo, il tipo d’approccio condiziona le finalità terapeutiche. Nel suo essere pragmatico, per esempio, il metodo cognitivo-comportamentale considera rilevante l’aspetto sintomatologico e si concentra su specifiche condizioni come l’eccessivo rimuginio, l’ansia e gli attacchi di panico.

domanda Come posso conoscere le competenze del professionista al quale desidero rivolgermi?

risposta Ottenere informazioni affidabili è semplice, consultando il sito dell’Ordine degli Psicologi. Collegati a quello della tua regione e cerca il nome del professionista: avrai accesso a una scheda dedicata in cui sono descritti i suoi titoli. Qui potrai accertarti che egli sia in possesso del diploma di psicoterapeuta e sia autorizzato a esercitare. Se il professionista ha un sito web, poi, visitandolo conoscerai il suo curriculum vitae, le esperienze formative e le eventuali pubblicazioni. Avrai, così, una prima panoramica su come egli intervenga. In seguito, sarà utile contattarlo di persona. Caratteristiche umane come la sensibilità sono essenziali per svolgere al meglio questo mestiere.

domanda In molte pagine web di psicoterapeuti sono pubblicizzate le cosiddette terapie brevi. Funzionano?

risposta Che tu non abbia fiducia nei tuoi mezzi, che l’ansia sociale ti impedisca di stringere rapporti o che la paura di sbagliare ti ostacoli le decisioni, dalla psicoterapia chiedi pur sempre un cambiamento. La psicoterapia è, in se stessa, cambiamento, processo che dipende da molteplici fattori e la cui durata non è possibile stabilire a priori. Da questa prospettiva è comprensibile che una parte d’utenza sia spinta a cercare soluzioni “veloci”. A nostro avviso, però, non è sensato aspettarsi che una terapia la quale, se efficace, prevede la modificazione di abitudini mentali e comportamenti radicati, possa risolversi in qualche ora e, da parte dell’operatore, non è onesto lasciare intendere che ciò possa avvenire. Con questo non si vuole affermare che la psicoterapia produca effetti apprezzabili solo nel lungo periodo. Anche una singola seduta può migliorare il modo di sentirti e la determinazione con cui affronti la vita. Tuttavia, un cambiamento duraturo richiede tempo.

domanda Non voglio fare psicoterapia, preferisco servirmi di psicofarmaci. A chi devo rivolgermi?

risposta Se pensi che il tuo problema debba o possa essere affrontato solo da un punto di vista farmacologico, la figura giusta è quella dello psichiatra. Puoi informarti online oppure, ancora meglio, chiedere consiglio al medico di famiglia, descrivendogli il motivo per cui senti la necessità di una visita specialistica. Hai riserve sull’idea di consultare uno psichiatra? Il medico di base potrebbe non possedere le competenze necessarie per prescrivere trattamenti di questo tipo, se non ha ricevuto una specifica formazione in psichiatria. La ricerca psicofarmacologica si muove con estrema rapidità: le tipologie di prodotti in commercio si rinnovano di continuo, le indicazioni terapeutiche, anche, di pari passo con l’aumentare della letteratura scientifica disponibile. La psichiatria è una disciplina tecnica che non si improvvisa.

© Gabriele Calderone. Riproduzione riservata

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