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Le disfunzioni sessuali e il “ciclo di risposta” sessuale: tutto quello che devi sapere

Il "ciclo di risposta" sessuale comprende le fasi di Desiderio, Eccitazione, Orgasmo e Risoluzione, importanti da conoscere per comprendere i tanti tipi di disfunzione sessuale.

disfunzioni sessuali

Essere individui significa provare sentimenti, emozioni ma anche avere pulsioni e istinti. Trascorriamo buona parte della nostra vita desiderando ed è proprio questo che ci porta ad agire per raggiungere le mete prefissate e, a volte, a continuare a perseverare nonostante insuccessi e frustrazioni.

In sessuologia, quando si parla di ciclo della risposta sessuale si intende il processo che si innesca con il desiderio, il quale spinge a ricercare attività sessuale e che termina con l’orgasmo, dopo il quale si torna a uno stato di “quiete”. In questa pagina vedremo in dettaglio tutte le fasi della risposta sessuale, che sono fondamentali per capire la natura delle disfunzioni sessuali maschili e femminili.

La fasi della “risposta sessuale”, dalla prima all’ultima

Innanzitutto occorre precisare che le fasi di seguito proposte, pur essendo valide, sono una semplificazione. Tutto ciò che riguarda il sesso infatti coinvolge, allo stesso tempo e in modo interdipendente, il sistema nervoso, quello endocrino e quello vascolare, oltre le dinamiche psicologiche individuali. La complessità delle variabili implicate fanno sì che la risposta sessuale umana non sia un processo lineare. Nonostante ciò, per comodità essa si può dividere in 4 fasi.

1 Desiderio. Questa prima fase si caratterizza per la presenza di fantasie, sotto forma di immagini mentali o pensieri, che contribuiscono a generare la spinta a ricercare l’attività sessuale. Come intuibile, il desiderio maschile e quello femminile sono piuttosto diversi. Nonostante la variabilità, spesso la differenza fra i due generi riguarda anche gli stimoli in grado di produrlo. Mentre per i maschi immagini a tema erotico o sessuale oppure la stimolazione tattile del partner costituiscono inneschi efficaci, in molte donne il desiderio ha collegamenti più diretti con l’affetto. A volte, per esempio, ha alla base il desiderio di ristabilire o rafforzare il contatto con il partner. Quindi le fantasie maschili tendono a essere più “fisiche”, quelle femminili più emotive o “intellettuali”.

2 Eccitamento. La fase di eccitamento, in genere la più prolungata delle quattro, è legata alle sensazioni soggettive di piacere. È quella che precede e accompagna l’attività sessuale e può essere innescata da stimolazioni tattili, visive o di altra natura ma anche essere un prodotto delle sole fantasie. La manifestazione oggettiva dell’eccitamento maschile comprende l’erezione del pene, un parziale ingrossamento dei testicoli e diverse modificazioni fisiologiche, quali l’aumento della frequenza respiratoria, del battito cardiaco e della tensione muscolare. Nella donna si osserva, invece, la lubrificazione vaginale che ha lo scopo di favorire la penetrazione e la motilità degli spermatozoi, un leggero ingrossamento del seno e l’erezione dei capezzoli, l’erezione del glande e del clitoride e la separazione delle piccole e grandi labbra della vagina. Come nell’uomo, poi, aumenta la frequenza respiratoria, quella cardiaca e la tensione muscolare.

Con il protrarsi dell’attività sessuale si può raggiungere il cosiddetto plateau, il momento di culmine dell’eccitamento che, in genere, precede l’orgasmo. Nell’uomo il plateau può produrre un leggero innalzamento dei testicoli che vanno a aderire al perineo. Nelle donne, mentre il glande si alza, l’utero subisce un ingrossamento, così come la terza parte esterna della parete della vagina.

Nell’uomo, ma soprattutto nella donna, le precedenti evidenze oggettive possono non essere congruenti alla percezione soggettiva dell’eccitamento essendo, quest’ultima, influenzata da variabili psicologiche. In altre parole si può essere eccitati da un punto di vista fisico senza sentirsi eccitati emotivamente e viceversa. Inoltre, la complessità della risposta sessuale umana fa sì che la fase di eccitamento possa precedere quella di desiderio. A molti sarà capitato di provare eccitazione nonostante l’assenza di stimolazione sensoriale e di fantasie erotiche e, solo dopo, provare desiderio. Anche per questa ragione abbiamo definito la risposta sessuale un processo non lineare.

3 Orgasmo. Anche se con notevoli differenze, sia per l’uomo sia per la donna l’orgasmo rappresenta il picco del piacere sessuale. Prima di questa breve fase l’uomo sperimenta la tipica sensazione d’inevitabilità dell’eiaculazione. Dopo il plateau descritto in precedenza si supera in modo irreversibile la soglia in cui l’eiaculazione appare controllabile e quindi posticipabile. Vi è, quindi, la fuoriuscita di sperma. Con l’eiaculazione avvengono contrazioni ritmiche dei dotti seminali, della prostata e dell’uretra. La sensazione psicologica è di intenso piacere. Anche l’orgasmo femminile è connotato da contrazioni: della terza parete esterna della vagina, dell’utero e della muscolatura perineale. In entrambi i sessi, a livello psicologico si può sperimentare la percezione di una parziale perdita di controllo che può assumere, in taluni casi, i connotati di un distacco dalla realtà (derealizzazione) e da se stessi (depersonalizzazione). Proprio per questo, nella cultura francese l’orgasmo è anche detto petit mort, piccola morte.

4 Risoluzione. Quest’ultima fase è mirata a far tornare il corpo a uno stato di quiete. Si sperimenta benessere e la scarica delle tensioni muscolari ed emotive. Negli uomini, in genere, dopo l’eiaculazione avviene una disattivazione piuttosto rapida e il conseguente “periodo refrattario” caratterizzato dalla demotivazione a provare altro desiderio ed eccitazione. Il periodo refrattario varia con l’età e da individuo a individuo. Può durare da pochi minuti a diversi giorni e con l’invecchiamento tende ad allungarsi. Nelle donne, invece, la fase di risoluzione è più lenta, graduale e, soprattutto, non si lega a un vero e proprio periodo refrattario: con un’adeguata stimolazione sensoriale e con le giuste condizioni emotive il ciclo può tornare alla fase di desiderio o di eccitazione.

Disfunzioni sessuali e fasi della risposta sessuale

Fino a qualche anno fa le disfunzioni sessuali erano considerate collegate a doppio filo con le fasi della risposta sessuale. Fino alla quarta edizione del DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), infatti, le disfunzioni sessuali erano suddivise in gruppi riferiti, ciascuno, a una precisa fase. Si parlava, quindi, di disturbi del desiderio sessuale, dell’eccitazione sessuale e dell’orgasmo. Ognuna di queste categorie includeva disfunzioni sia maschili, sia femminili.

Oggi si tende, invece, a eludere questa classificazione, anche se resta ancora l’utilità pratica di riferire ciascun disturbo alla corrispondente fase, perché ciò semplifica la diagnosi e la successiva terapia.

Per quanto riguarda le donne, alle due fasi di desiderio ed eccitazione può essere riferito, per esempio, il Disturbo del desiderio sessuale e dell’eccitazione femminile (Female Sexual Interest/Arousal Disorder) che consiste nell’assenza o nella scarsità d’interesse o di desiderio per l’attività sessuale o nell’assenza o scarsità di eccitazione durante l’attività sessuale. Per quanto riguarda gli uomini, alla fase di desiderio può essere riferito il Disturbo del desiderio ipoattivo maschile (Male Hypoactive Sexual Desire Disorder), che consiste nella scarsità o nell’assenza di desiderio sessuale. Alla fase di eccitazione, invece, può essere riferito il Disturbo erettile (Erectile disorder) o Disturbo maschile dell’erezione che, come si evince dal nome stesso, consiste nell’impossibilità di raggiungere o mantenere l’erezione durante il rapporto sessuale.

Alla fase di orgasmo, infine, possono essere riferiti disturbi sia maschili sia femminili. Quelli dell’uomo sono l’Eiaculazione precoce (Premature Ejaculation), che consiste nell’eiaculazione entro un minuto dalla penetrazione vaginale e l’Eiaculazione ritardata (Delayed Ejaculation), che consiste nel marcato ritardo o nell’assenza dell’eiaculazione durante l’attività sessuale. Il Disturbo dell’orgasmo femminile (Female orgasmic disorder), invece, riguarda le donne e consiste nell’assenza o nella marcata riduzione della frequenza e/o dell’intensità dell’orgasmo.

Gli approfondimenti necessari nelle diagnosi delle disfunzioni sessuali

La semplice individuazione della disfunzione sessuale può non essere sufficiente per la stesura di un efficace piano terapeutico. In effetti, ogni diagnosi dovrebbe essere approfondita per arrivare a “sottotipi” di disfunzione. In particolare, occorre tenere presente i seguenti criteri:

  1. La gravità del problema: lieve nel caso in cui i sintomi si presentino in numero ridotto o con una non eccessiva frequenza; moderata se i sintomi, in numero o in frequenza, sono fra i livelli moderato e grave; grave nel caso in cui i sintomi si presentino in tutte o quasi tutte le circostanze, senza sostanziali periodi di remissione.
  2. La cronicità del problema: cioè se perdura da sempre o se è stato “acquisito”, per esempio a seguito di un evento stressante o di un trauma.
  3. La specificità del problema: cioè se si presenta in ogni situazione ed è, quindi, generalizzato, oppure solo in condizioni particolari, per esempio con un nuovo partner o in presenza di conflitti relazionali. In questo caso si definisce situazionale.

Infine, si dovrebbe indagare la presenza di:

La disfunzione sessuale che si presenta in concomitanza con almeno una delle tre precedenti condizioni potrebbe essere “secondaria” e si dovrebbero valutare con attenzione, prima di tutto, le cause che l’hanno prodotta.

© Gabriele Calderone. Riproduzione riservata

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