disturbi d'ansia e ossessivi

Cardiopalmo, il battito percepibile o udibile del cuore

Con il termine cardiopalmo si intende la percezione del proprio battito cardiaco. Questo problema può dipendere da ragioni psicologiche o mediche, ma anche da abitudini dannose.

cardiopalmo, battito forte percepito

Grazie al suo incessante lavoro, il cuore è l’organo che permette l’afflusso e il reflusso di sangue in tutto il corpo e, di conseguenza, la vita. In un essere umano, nell’arco di un solo giorno il cuore batte una media di centomila colpi ed è in grado di farlo senza interruzioni per decine e decine di anni. Di questa attività, per la maggior parte del tempo, non abbiamo alcuna percezione.

Esiste però una particolare condizione in cui, al contrario, il battito cardiaco diviene percepibile; essa prende il nome di “cardiopalmo” o “cardiopalma” o ancora “palpitazione”. Durante il cardiopalmo, il battito cardiaco può essere avvertito direttamente oppure indirettamente, per esempio a livello dei polsi, della gola, delle orecchie, dello stomaco.

Il cardiopalmo è un sintomo del tutto aspecifico: può essere la conseguenza di varie condizioni mediche o psicologiche ma anche il risultato di stili di vita disfunzionali. In questa pagina approfondiremo tali cause anche se occorre premettere che, fortunatamente, nella maggior parte dei casi il cardiopalmo non è indice di un problema medico e non ha conseguenze per la salute fisica.

Le cause mediche del cardiopalmo

In alcuni casi, anche se non frequenti, il cardiopalmo può dipendere da problemi a carico del sistema cardiovascolare o esserne correlato. Può riscontrarsi, per esempio, in presenza di fibrillazione atriale, una condizione rara fra la popolazione adulta (ne soffre circa lo 0,4%) ma con alta incidenza nella popolazione anziana (ne soffre più dell’8% degli individui sopra i settanta anni). Un altro disturbo legato al cardiopalmo è l’insufficienza aortica, condizione a causa del quale si ha un riflusso sanguigno dall’aorta al ventricolo sinistro. Un altro ancora è l’aritmia extrasistolica in cui si hanno contrazioni cardiache (sistole) premature o con sede d’origine al di fuori del nodo seno-atriale. Una quarta condizione è la tachicardia sopraventricolare, in cui si ha frequenza cardiaca accelerata e originata al di sopra del ventricolo.

Alcune fra le patologie mediche non cardiache correlate con il cardiopalmo sono invece l’ipertiroidismo, disturbo a causa della quale vi è un’eccessiva produzione di ormoni tiroidei da parte della tiroide, ghiandola posta nella regione anteriore del collo. Oppure la mielofibrosi, patologia cronica a danno del midollo osseo. O, ancora, l’embolia polmonare, condizione in cui un coagulo di sangue, di grasso o di aria si arresta in un’arteria polmonare.

«Il cardiopalmo (o palpitazioni), può essere dovuto a cause mediche o a stili di vita dannosi, ma la maggior parte delle volte è dovuto a cause psicologiche, fra cui l'ansia»

Per via della varietà di patologie alle quali il cardiopalmo può essere collegato si consiglia sempre, in via preliminare, la consultazione di almeno due specialisti, l’endocrinologo e il cardiologo. Al primo spetterà l’accertamento della funzionalità della tiroide, al secondo l’analisi delle condizioni del sistema cardiovascolare, attraverso l’impiego dell’elettrocardiogramma (ECG), dell’ECG dinamico (Holter) o di altra strumentazione. Visite cardiologiche ed endocrinologiche periodiche sono comunque consigliate anche in assenza di chiari sintomi, soprattutto dalla seconda età adulta in poi.

Cardiopalmo causato da cattive abitudini

Una volta escluse le principali cause mediche si dovrebbe svolgere un’analisi delle abitudini dell’individuo. Il cardiopalmo, infatti, è spesso associato a particolari stili di vita, fra cui l’eccessiva sedentarietà unita al sovrappeso. Fra le abitudini correlate con il cardiopalmo è senz’altro da citare anche l’utilizzo di tabacco e alcol, i cui effetti variano da persona a persona in base al sesso, all’età, alla storia medica e alla costituzione fisica. La sospensione del consumo eccessivo di tali sostanze potrebbe da sola risolvere il cardiopalmo. Oltre ciò, occorre prestare attenzione all’eventuale consumo di caffè, the, cioccolato extra fondente e altre sostanze psicoattive, fra le quali ovviamente quelle stupefacenti, compresi i cannabinoidi. Anche alcuni farmaci possono esacerbare il cardiopalmo, per esempio quelli contenenti amfetamina ed efedrina che sono alla base di molti prodotti ad azione dimagrante, avendo la proprietà collaterale di sopprimere il senso d’appetito. Allo stesso modo, l’utilizzo di antidepressivi potrebbe favorire il cardiopalmo, essendo stimolanti del sistema nervoso simpatico.

L’utilizzo di farmaci, il consumo di particolari sostante o alimenti e, in genere, tutte quelle abitudini che potrebbero essere correlate con il cardiopalmo dovrebbero essere comunicate al medico per permettergli una diagnosi puntuale.

Cardiopalmo causato da condizioni psicologiche

Escluse le ragioni mediche e accertata l’assenza di abitudini dannose, è probabile che il cardiopalmo sia un sintomo con base psicologica e, in effetti, nella maggioranza dei casi è proprio così. L’individuazione delle cause psicologiche alla base del cardiopalmo è tutt’altro che semplice e dovrebbe sempre essere delegata allo specialista abilitato in psicoterapia. Di seguito discuteremo, comunque, le principali.

Come individuare le cause psicologiche del cardiopalmo

Un’analisi corretta del problema dovrebbe sempre partire dalla valutazione della sua frequenza. Il cardiopalmo, infatti, può ricorrere in concomitanza con particolari circostanze oppure più spesso. In alcuni pazienti si presenta diverse ore al giorno, tutti i giorni.

Se la frequenza del cardiopalmo è bassa, è probabile che esso sia dovuto a stati d’ansia oppure ad attacchi di panico. E’ bene ricordare che gli attacchi di panico non si presentano sempre allo stesso modo. Accade spesso, al contrario, che chi ha un attacco di panico non lo riconosca come tale, nel caso in cui esso si manifesti con sintomi deboli oppure solo con alcuni sintomi e non con altri. In questi casi si parla rispettivamente di attacco di panico subclinico e paucisintomatico. Il cardiopalmo “saltuario” potrebbe quindi essere uno dei sintomi dell’attacco di panico, dell’attacco di panico paucisintomatico o subclinico e dello stato d’ansia acuto, per esempio dovuto a un momento stressante: dover parlare davanti a un pubblico, sostenere un esame o un colloquio di lavoro, cimentarsi in un nuovo compito, trovarsi sotto lo sguardo di qualcuno che incute timore, rimuginare o immaginarsi eventi futuri negativi.

Se invece il cardiopalmo si presenta con maggiore regolarità o per diverse ore al giorno, può essere la conseguenza di uno stato ipocondriaco e/o ossessivo-compulsivo. In questo caso è fondamentale analizzare le convinzioni del paziente: che cosa significa per lui avere il battito cardiaco accelerato, irregolare o troppo “forte”? Quali convinzioni ha sulle malattie cardiovascolari e sui loro sintomi? Quale legame è convinto esistere fra battito accelerato e ansia? Queste e altre domande hanno lo scopo di rintracciare eventuali convinzioni sul tema “controllo”. Se presenti, infatti, è possibile che abbiano portato il paziente a mettere in atto una prolungata o ripetuta focalizzazione attentiva, più o meno conscia, sul proprio battito cardiaco allo scopo di scongiurare il timore della patologia cardiaca (“Se presto attenzione al battito del cuore posso sapere se ha un problema” oppure “Se controllo il cuore posso tenerlo tranquillo”). In questo caso il cardiopalmo è frutto dell’attenzione prolungata posta sul cuore, azione che finisce proprio per produrre la percepibilità del suo battito, per un fenomeno di “sensibilizzazione”. Se, invece, sono presenti convinzioni di controllo relative ai sintomi ansiosi (per esempio: “Se presto attenzione al battito del cuore posso sapere se sto entrando in ansia” oppure “Se mantengo il cuore tranquillo io stesso rimarrò tranquillo”) allora è possibile che il cardiopalmo sia il risultato di un processo di focalizzazione attentiva in virtù del quale la persona si sia convinta di poter tenere sotto controllo i sintomi dell’ansia o prevederne l’insorgenza. Spesso questo caso si verifica quando il paziente ha convinzioni negative sull’ansia fra cui: “L’ansia è pericolosa”; “L’ansia può danneggiare il fisico”; “L’ansia può far insorgere malattie”; “L’ansia può fare impazzire o far perdere il controllo”.

© Gabriele Calderone. Riproduzione riservata

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